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17 Dec

Fondazione ANAR: la campagna anti-abuso che possono vedere solo i più piccoli

Lea Stazi - 7 maggio 2013
7 maggio 2013
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La fondazione ANAR (Ayuda a Ninos y Adolescetes en Riesgo), che si occupa di aiutare i bambini e gli adolescenti in difficoltà che subiscono violenze e maltrattamenti dagli adulti e soprattutto dai propri familiari, ha lanciato una nuova sfida nei confronti di questi mostri che provocano stress psicologico e paura nei piccoli abusati.

L’idea è stata quella di utilizzare una tecnica nota come "fotografia lenticolare", quella impiegata per le figurine che cambiano aspetto a seconda di come viene girata l’immagine. Ciò significa che un oggetto stampato con questa tecnica possiede delle speciali immagini che possono essere apprezzate in diversi modi cambiando semplicemente il punto di vista dell’osservatore.

Vediamo come hanno applicato il metodo per realizzare la campagna contro l’abuso. Sul manifesto viene montata una fotografia apparentemente normale di un bambino con la faccia triste con un messaggio visibile a tutti: “A volte gli abusi sui minori sono visibili solo dai bambini che li subiscono”.

Ma il segreto sta nell’altezza! Infatti il vero messaggio, quello nascosto, è visibile solo ad una quota di 1,35 metri, quindi può essere letto esclusivamente dai bambini: “se qualcuno vi fa male, chiamateci e vi aiuteremo!”. Non solo sarà visibile questo messaggio, ma anche il numero di telefono e, grazie al metodo lenticolare, l’immagine cambierà d’aspetto e mostrerà ematomi e ferite sul volto del bambino!

Per la fondazione questo espediente sarà il primo passo per smuovere la mente di questi piccoli che subiscono atroci maltrattamenti. L’idea di realizzare la campagna pubblicitaria con questa tecnica è legata al fatto che spesso, nella maggior parte dei casi, le violenze subite avvengono in casa e quindi oscurare il vero messaggio agli adulti evita che questi possano dissuadere il bambino dall'effettuare la chiamata!

Speriamo che questo stratagemma possa davvero funzionare, portando i bambini ad avvicinarsi con fiducia ad associazioni di questo genere e a fargli capire che “l’orco” non deve vincere mai!

Lea Stazi

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