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17 Dec

Francia: approvata la legge per i matrimoni gay

Kimberley A. Ross - 23 aprile 2013
23 aprile 2013
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Un giorno da ricordare per la Francia. Dopo settimane di dibattiti, dentro e fuori l’arena politica, i matrimoni per le persone dello stesso sesso sono legge.

Il parlamento francese ha tenuto fede alla promessa elettorale del presidente François Hollande e, con 331 voti favorevoli contro i 225 contrari, la legge è stata approvata nel pomeriggio di ieri.

La Francia diventa in questo modo il quattordicesimo paese nel mondo – il nono in Europa – a rendere legittimi i matrimoni gay, dopo la Nuova Zelanda che ha approvato una legge analoga la scorsa settimana.

Ma al centro dell’attenzione dei media francesi, oltre allo storico passo intrapreso con il disegno di legge, ci sono le massicce proteste dei suoi oppositori, tra le più grandi vissute dal paese negli ultimi anni. Proteste che hanno incoraggiato un preoccupante aumento degli attacchi contro le persone omosessuali e i loro rappresentanti.

Proprio dello scorso lunedì è infatti la notizia che un membro del parlamento è stato il destinatario di una busta contente polvere da sparo con un invito ad interrompere la votazione.

La tensione è rimasta altissima per tutto il tempo della discussione in aula (secondo le fonti, almeno uno spettatore oggi è stato espulso dall’aula) e già da questa mattina la polizia ha mobilitato migliaia di agenti sia di fronte al palazzo dell’Assemblea Nazionale che lungo la Senna, dove è prevista la concentrazione maggiore di manifestanti.

Il matrimonio non è l’unico diritto previsto della legge approvata oggi, che di fatto allarga alle coppie gay il diritto all’adozione, un tema su cui l’opinione pubblica francese si dimostra ancora spaccata. Secondo il ministro della giustizia Christiane Taubira, la legge potrebbe trasformarsi in fatti già a partire da giugno.

La Francia diventa dunque il nono paese europeo ad aver introdotto una legge che consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso; una lista – purtroppo ancora breve – a cui potrebbe aggiungersi a breve il Regno Unito, dove il Parlamento sta iniziando a discutere dell’argomento proprio in questi giorni.

[foto: www.news.com.au]

Kimberley Ross

 

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