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17 Dec

A 16 anni vende droga su Facebook. Arrestato in Emilia

LaRedazione - 23 luglio 2013
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23 luglio 2013
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Che all’età di 16 anni Facebook sia uno dei principali passatempi, è cosa nota. Ciò che sembra molto strano, è però il modo in cui questo social network è stato utilizzato da un giovane adolescente di Reggio Emila, arrestato presso la sua abitazione di Castelnovo Monti, da parte dei Carabinieri.

A scomodare l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe stato il discutibile, e per l’appunto illecito, uso di Facebook, fatto dal giovane. Solitamente tale social network viene usato da milioni di ragazzi quotidianamente per poter pubblicare le proprie foto, commentare gli stati dei propri amici o aggiungerne di nuovi. Tuttavia il giovane in questione ha pensato di usare Facebook in maniera singolare, utilizzandolo come una vera e propria piazza virtuale in cui, semplicemente scrivendo tramite la chat, era possibile ordinargli personalmente svariate dosi di hashish.

Si sente dire sempre più spesso che al giorno d’oggi i social network come Facebook, racchiudano un significato ed un utilità rara. Secondo molti infatti questi appositi spazi on line in cui è possibile incontrare persone amiche, oltre a conoscerne di nuove, sarebbero paragonabili a ciò che era il centro della vita sociale nell’antica Grecia: l’ Agorà. Già proprio cosi’, Facebook non sarebbe altro che una piazza… virtuale. E forse è proprio questo che avrà pensato il giovane spacciatore.

Ma ciò che viene da chiedersi è: davvero i giovani d’oggi sono talmente smaliziati e al contempo irresponsabili da agire illecitamente, per di più su una piattaforma online? Premettendo che a 16 anni dovrebbero essere altri gli interessi e le abitudini che suscitano attrazione, c’è da capire cosa porti dei giovani ad agire in questa maniera. Come detto l’essere irresponsabili causa sicuramente il compimento di azioni sconsigliabili come questa, ma ciò non vuol dire necessariamente che il giovane arrestato abbia agito così perché sia poco intelligente.

D’altronde, seppur leggermente improvvisata, oltre che illegale, l’azione che potremmo definire di marketing del giovane, non è certo mal organizzata o priva di accorgimenti. Da quanto si apprende dalle prime notizie, il giovane infatti, oltre a prendere le ordinazioni tramite chat, garantiva ai nuovi clienti un assaggio gratuito. Questo ci fa capire senz’altro che non è la stupidità a guidare i giovani che si comportano così, ma più probabilmente la noia mista a una scarsa attenzione da parte dei genitori.

Viene da chiedersi dunque: se invece di vendere droga su Facebook, questo giovane si fosse impegnato allo stesso modo a scuola o in qualche lavoretto, non avrebbe potuto mettere a frutto in modo migliore le proprie capacità?

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