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17 Dec

Gli italiani? Male su competenze alfabetiche, digitali e matematiche

Gianfranco Mingione - 14 ottobre 2013
Gianfranco Mingione
14 ottobre 2013
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Un popolo di santi, navigatori e… somari? A leggere i risultati dell’indagine internazionale sulle competenze degli adulti, condotta dall’OCSE e dalla Commissione europea, gli italiani non se la cavano molto bene in materia di competenze alfabetiche e digitali di base e conoscenze matematiche.

Infatti oltre un italiano adulto su quattro non possiede le competenze alfabetiche e digitali di base e quasi uno su tre ha esigue conoscenze matematiche. In questi campi il bel paese si è classificato all’ultimo posto, seguito in quasi tutti i settori dalla Spagna. Dati che ci fanno scivolare sotto la media dei Paesi OCSE e che influiscono direttamente sullo sviluppo sociale ed economico di un paese. L’indagine ha avuto come target le persone tra i 16-65 anni che vivono in 17 Stati membri dell’Unione Europea, a cui sono stati aggiunti  altri sette paesi non europei. L’Isfol ha condotto l’indagine sul territorio italiano.

Nonni 1-nipoti 0! Dall’analisi è emerso che scarse abilità e competenze chiave inoltre vanno di pari passo con l’inattività, come nel caso dei NEET, giovani tra i 16 e i 29 anni, che non studiano e non lavorano. Interessante è invece notare come i soggetti più anziani riescono a evitare il deterioramente delle conoscenze: “Il differenziale tra la fascia dei 16-24enni e la fascia dei 55-64enni si è infatti pressoché dimezzato rispetto alle precedenti indagini Ocse, con un miglioramento delle fasce di età più mature”.

Il primato negativo italiano? Sempre secondo l’indagine, il dato che fa più riflettere è la scarsa partecipazione ad attività di apprendimento formale e informale degli adulti che in Italia è la più bassa tra i paesi Ocse:  “il 24% a fronte di una media del 52%.  Un elemento che determina la differenza quando si vanno a misurare le competenze. Il punteggio di chi si è dedicato ad attività di formazione o volte all’apprendimento è infatti ben più alto rispetto a chi è rimasto fermo”.

Di positivo invece c’è il contenimento dell’analfabetismo e una significativa riduzione del divario tra uomini e donne. Queste ultime recuperano competenze soprattutto sul versante delle competenze alfabetiche.

[fonte: www.isfol.it]

[foto: www.radiogold.it]

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