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16 Dec

Afghanistan: il lavoro da 007 dei postini di Kabul

Gianfranco Mingione - 17 luglio 2013
Gianfranco Mingione
17 luglio 2013
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Gli italiani saranno felici di sapere che anche in altri Paesi le poste hanno problemi, e di gran lunga peggiori dei nostri. Come quelli che vivono ogni giorno i postini di Kabul, capitale dell’Afghanistan, teatro di una guerra sanguinosa e tuttora Paese dal clima politico instabile, con la presenza di contingenti Nato a presidiare il territorio contro gli attacchi terroristici dei deposti Talebani. Qui i portalettere devono consegnare la posta senza onomastica e numerazione!

Destinatario: Kabul, Afghanistan! Kabul, dedalo di strade, vicoli e vicoletti è una capitale senza onomastica stradale e numeri civici. Parliamo di una città con oltre tre milioni di abitanti, nella quale i postini devono svolgere il compito di veri e propri agenti 007.  A dir poco complicato, soprattutto se si è pagati poco, come afferma Khan Aga, da vent’anni postino a Kabul:Questo è il mio lavoro, lo facciamo con coscienza anche se ci pagano poco”. Ma come avviene la consegna della posta?A volte siamo costretti a chiedere indicazioni alla gente ma non tutti ci danno una mano”. E il finale, la dice lunga sullo spirito e la tenacia di questo popolo: “Ma questo è il nostro mestiere: o ti metti a ridere o scoppi a piangere” (fonte: www.tmnews.it).

La posta, quindi, con tutte le difficoltà che possano esserci, deve essere consegnata, nonostante manchino  i nomi delle strade e i numerici civici. Il nuovo Afghanistan parte anche da qui, dai postini che fanno il loro dovere, nonostante la guerra, l’ignoranza e la barbarie passata dei Talebani e un’occupazione che ancora non finisce.

[foto: video.tiscali.it]

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