0 Shares 12 Views
00:00:00
14 Dec

Lavori 2.0: il porta a porta dalle mille sorprese!

Gianfranco Mingione
29 luglio 2013
12 Views

Succede di tutto nell’epoca 2.0, l’epoca della precarietà e delle tasse che tartassano gli imprenditori che, a loro volta, si ripercuotono sui lavoratori con “contratti” più atipici di un cactus sulle alpi. Succede che a Formia, in provincia di Latina, una giovane consulente nell’ambito dell’energia elettrica, nell’esercizio del suo lavoro stancante e sotto un sole rovente, davanti ad una delle poche porte che si aprono, trovi un uomo adulto che la squadri da capo a piedi per poi farle lui la proposta di uno scambio commerciale: “Ti firmo il contratto se mi fai toccare il seno. Dai”. La ragazza è riuscita ad andarsene e ha chiamato i carabinieri. Ora l’uomo è stato denunciato per tentata violenza sessuale. Questo e altro succede nell’epoca del lavoro 2.0, dove si assumono molti doveri e rischi di ogni tipo, e pochi diritti, anzi, per farla spiccia, pochi soldi per vivere.

Cui prodest? A chi giova tutto questo? Quanto accaduto alla giovane donna di Formia è l’esempio lampante di quali rischi corrano ogni giorno i così tanto bisfrattati e pseudo bamboccioni italiani. Non è vero che i giovani non hanno voglia di lavorare o perlomeno casi come questo sono la riprova che, per portare a casa una spicciola gratificazione economica essi corrano dei rischi enormi (di crescita umana e altre chiacchiere all’americana qua non c’è niente). Un sistema che non premia il merito e la professionalità.

Il settore commerciale? Un porto di mare in tempesta! Un sistema che appare sempre più ossidato come il cosiddetto settore commerciale, oggi un porto di mare in cui molti giovani, e non solo, provano a fare esperienza per poi, nella maggior parte dei casi, rendersi conto che a guadagnarci sono sempre i soliti pochi o l’agenzia/azienda per la quale si lavora. Con l’eterna promessa di avere un fisso o un assunzione diretta in pochi anni. E intanto il giovane aspetta, fiducioso, perché la speranza, arma a doppio taglio di questa brutta fase del capitalismo maturo e in crisi, è l’ultima  a morire. Un vecchio inganno, la speranza.

Il guadagno dov’è? Il guadagno non c’è o meglio è talmente inquantificabile da non poterci neanche pensare di campare una famiglia o realizzare i propri obiettivi, tipo: pagare l’affitto, le bollette, cucinarsi un piatto di spaghetti. Il cinema no, quello una volta all’anno se va bene. Se si prende ad esempio il campo delle assicurazioni, come altri, si scopre che il guadagno è quasi sempre molto blando e lo si ricava solo ed esclusivamente nel momento della vendita di un contratto mentre il contraente, colui che ha acceso ad esempio una polizza da 100 o 120 euro mensili, paga tutti i mesi per 20/25 anni il premio mensile. È il solito discorso della gavetta moderna, no? Quale tipo di sistema sociale, lavorativo e culturale abbiamo in mente se non quello dello sfruttamento a tutti i costi per l’arricchimento di pochi e l’impoverimento di molti?

E questo settore non è che uno dei tanti. Uno di quelli che è chiara dimostrazione di un tipo di sistema che sta implodendo dal di dentro. I giovani non vogliono un contratto a tempo indeterminato ma un lavoro che sappia gratificarli e li tuteli: solo in questo modo l’azienda può assumere un lavoratore felice e il lavoratore può sentirsi veramente appagato. Per ora, questo appare un discorso più irreale che terreno.

 

Loading...

Vi consigliamo anche