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17 Dec

Assunzione dopo lo stage? Le statistiche più recenti sono disarmanti

Michele Antonelli - 19 aprile 2013
19 aprile 2013
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“Caro Dott. Rossi, grazie per lo stage… e arrivederci!”. Sdrammatizziamo così l’analisi dei dati che arrivano dal Rapporto annuale Excelsior 2012 realizzato dall'Unione delle Camere di commercio italiane (Unioncamere) circa le prospettive di lavoro attraverso lo stage. Una volta, questa parola così soave: stage, suscitava un senso di profondo rispetto e quasi soggezione; “mio figlio fa lo stage… ooohhh”, “papà, da grande farò lo stage…uh, bravo figliolo!”. Era in poche parole considerato la prova tangibile, l’emblema della propria professionalizzazione che avrebbe certo portato a grandi traguardi.

Beh, possiamo dire che le cose sono cambiate, decisamente.

Secondo il citato rapporto infatti, e facendo una rapida media nei diversi settori, si evince che soltanto in un caso su 10 (precisamente il 10,6 %) allo stage in azienda segue un’assunzione. Se poi consideriamo che per assunzione si intende un qualsiasi tipo di contratto, anche a termine o solo di collaborazione, il dato acquista una valenza ancor più mortificante. Per abbattervi ancora di più, si parla qui dei circa 300 mila stage che ogni anno vengono svolti in aziende e imprese private, perché se ci riferiamo agli enti pubblici la percentuale… beh, avete capito.

Su 1000 stagisti, al termine del loro percorso più o meno duraturo, a 106 verrà data la possibilità di fare qualcosa per non si sa quanto, ma di essere, udite udite, retribuiti.

Per i restanti 894 l’unico impegno sarà quello di aggiornare il curriculum, ma avranno tempo a disposizione per farlo, molto tempo…

Michele Antonelli

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