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11 Dec

Lavoro: nel 2013 persi 250mila posti

LaRedazione
24 luglio 2013
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Sono duecentocinquantamila i posti di lavoro persi in Italia dall’inizio del 2013: una stima assolutamente preoccupante, e che non regala ottimismo per una risoluzione più o meno pronta della crisi economica che ormai da anni attanaglia il nostro paese. Negli ultimi due anni però la situazione ha continuato a peggiorare in maniera piuttosto drastica, e la crisi del settore privato e della piccola media impresa si è abbattuta come uno tsunami sui dati relativi all’occupazione.

La stima dell’indagine condotta dal Ministero del Lavoro è impietosa, e parla di un milione di posti di lavoro persi nell’anno in corso, una previsione molto dura che non viene compensata da quella relativa alle assunzioni, che parla di soli settecentocinquantamila nuovi posti di lavoro. La situazione purtroppo non migliorerà anche a causa degli incentivi del Governo attualmente in carica, che non vengono considerati sufficienti dagli analisti per dare una svolta ad un settore come quello del lavoro che più di ogni altro ha risentito in Italia della crisi economica.

E sono i cosiddetti pesci piccoli a pagare il prezzo più alto, così come le zone già più duramente provate dalle difficoltà finanziarie, come il Sud Italia che peserà per il trentacinque per cento complessivo nella stima della nuova perdita di posti di lavoro. Dopodiché, ancora un bagno di sangue per la piccola e media impresa, considerando che dei duecentocinquantamila posti di lavoro che andranno a formare il saldo negativo del 2013, circa centoquarantamila saranno persi all’interno di aziende con meno di dieci dipendenti. Soffrono anche i commercianti ed il settore turistico (saranno circa venticinquemila i posti di lavoro persi) ed il settore dell’edilizia, che sconta soprattutto una perdita di competitività generalizzata rispetto a quelle che sono le aziende straniere, e che farà registrare quasi cinquantamila posti di lavoro in meno rispetto all’anno precedente.

Una situazione dunque destinata ad aggravarsi nel suo complesso, e che soprattutto andrà a colpire ulteriormente laureati e diplomati, che avranno sempre più difficoltà nel trovare un impiego, in maniera anche superiore a quelle che sono le stime sopra citate. Questo perché la richiesta dei settecentocinquantamila posti di lavoro che andranno a crearsi nel 2013, riguarderà principalmente il settore dell’innovazione tecnica, ed in particolare le figure di operai specializzati e tecnici di vari settori, da quello tecnologico a quello agricolo fino al manifatturiero. L’unica via d’uscita dalla crisi sembra dunque essere la specializzazione, anche se in diversi settori che pure parevano floridi, il mercato si sta rapidamente saturando.

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