0 Shares 12 Views
00:00:00
15 Dec

Lavoro nel turismo: professione cameriere

Gianfranco Mingione - 14 settembre 2013
Gianfranco Mingione
14 settembre 2013
12 Views

Dalla scuola alla pratica: il cameriere professionista. Di certo è uno di quei lavori che non passeranno mai di moda in ogni parte del mondo e, se svolto a livello professionale e non solo come secondo lavoro o “lavoretto” da studente in cerca di una piccola paghetta, può dare grandi soddisfazioni umane ed economiche. Chi ha studiato per diventarlo lo sa bene poiché s’inizia con il frequentare un quinquennio presso un ottimo Istituto Alberghiero ma, anche se si proviene da altre specializzazioni, e si vuole tentare la prova in questo settore, si possono frequentare i molti corsi regionali e di settore messi a disposizione per poi lanciarsi nell’attività pratica, il modo migliore per imparare facendo.

La parola d’ordine è: preparazione! Sebbene sia diffusa l’idea malsana, oltreché classista e snob, che i cosiddetti lavori manuali non abbiano bisogno di una specifica formazione culturale, ciò è totalmente falso. Il cameriere è in contatto con molte persone e deve essere in grado di poter colloquiare con tutti i clienti. Ecco perché deve possedere un vasto bagaglio culturale e linguistico. Diviene spesso il confidente o l’informatore fidato per i suoi clienti, un vero punto di riferimento. Ma è bene sapere sin da subito che se si vuole intraprendere tale professione spesso non esistono festivi o sabato e domenica.

Il cameriere è il trait d’union tra la cucina e il cliente. Le fasi di lavoro, in un ristorante di buon livello, sono caratterizzate dalla preprazione del servizio – tecnicamente definito “preparare la linea” – che consiste nel predisporre la sala, controllare la cantina, i frighi, la pulizia degli ambienti. Si passa poi al benvenuto e alla gestione della relazione con la clientela, momento cruciale, in cui traspare tutta l’abilità e la passione del professionista. Si può avere un grande chef ma senza il tramite, il personale di sala, che sappia allestire, presentare e raccontare le pietanze preparate e i vini serviti, tutto risulterebbe vano.

La richiesta di personale da parte del mercato, soprattutto nei mesi estivi, è molto alta ma non mancano opportunità anche per la stagione invernale. Per chi parla fluentemente le lingue è possibile spostarsi in luoghi caldi quando da noi arriva il freddo. E fare così esperienze internazionali in posti solitamente… da sogno!

[foto: www.pugliaelavoro.it]

Loading...

Vi consigliamo anche