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11 Dec

Lavoro part time: sempre più donne lo scelgono

11 ottobre 2009
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Secondo uno studio di Unioncamere, sono sempre di più le donne che scelgono il part time al punto tale che i contratti ad orario ridotto superano quest’anno il 20% del totale delle assunzioni aziendali.

L’identikit del lavoratore part time tipo è: donna, sotto i trent’anni e non laureata.

Tra i lavoratori a orario ridotto la fanno da padrone le donne: degli oltre 3,3 milioni di occupati a tempo parziale del 2008, ben il 78% è costituito da donne. Nel 2009 le donne assunte part-time superano del 20 per cento i colleghi uomini.

Quanto all’età, il part time riscuote maggior successo tra le giovani: se infatti nel 2008 la percentuale di donne sotto i trent’anni era pari al 30,5, nel 2009 c’è un incremento di quattro punti percentuali, arrivando a toccare quota 34,8% di giovani donne che scelgono l’orario ridotto.

Da tener presente che, il più delle volte, chi ricorre al part-time lo fa volontariamente, dopo un’assunzione con contratto standard, sulla base di una scelta che spesso avviene in coincidenza con la nascita di un figlio o quando insorgono esigenze di maggiore impegno in ambito familiare. I lavoratori part-time sono principalmente non laureati: solo nel 6,5% dei casi, infatti, viene richiesto il titolo di dottore (solo l’11,3% di tutti i laureati che le imprese intendono assumere nel 2009 a fronte del 24,1% dei lavoratori part time con una formazione professionale alle spalle, mentre è del 20,9 la percentuale di quelli che hanno un diploma).

Significativo anche il dato sulla distribuzione settoriale, che risulta essere fortemente sbilanciata a favore delle attività terziarie, dove si concentra ben l’83% del fenomeno (pari a quasi il 18% sul totale degli occupati in questo settore). Più bassa la percentuale nell’industria, pari al 14%, mentre solo il 3% nell’agricoltura. Dunque, il settore che fa maggior utilizzo del lavoro part-time è quello dei servizi, dove si concentra oltre l’86% di tutte le assunzioni a orario ridotto programmate dalle imprese nel corso del 2009, che equivalgono al 27,2% sul totale dei contratti.

Nell’industria il ricorso al part-time è inferiore, pari al 13,8% mentre nei servizi, e in particolare nella grande distribuzione, l’orario ridotto favorisce una migliore turnazione del personale e una maggiore estensione degli orari di apertura. Anche se non va sottovalutato il dato relativo al part-time nelle industrie alimentari (che vanta 2.550 assunti a orario ridotto) e nel tessile e calzaturiero (1.580 orari ridotti).

Infinela distribuzione territoriale: fanalino di coda il Mezzogiorno, dove i part-time sono il 19 per cento, mentre il valore massimo si ha al Centro (23,1%). Nel dettaglio, al primo posto delle assunzioni part-time spicca la Toscana con il 27%, seguita a ruota dalla Calabria con il 24,6%. Ultime Molise e Valle d’Aosta (12,8% e 11,9%).

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