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11 Dec

Le donne manager sono meglio degli uomini

31 maggio 2009
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I top manager delle aziende italiane ritengono indispensabile avere capacità negoziali ma non investono in questo settore e sono in gran parte autodidatti. Più brave le donne che nella maggior parte dei casi si rivelano abili negoziatrici.

E’ quanto emerge da una ricerca sulla negotation nelle imprese italiane, cui hanno partecipato i top manager di 104 importanti aziende nazionali attive in 18 diversi settori industriali.

La ricerca ha messo in luce che la maggioranza dei top manager ha sviluppato capacità negoziali soprattutto dall’esperienza sul campo (41%) e dall’apprendimento da maestri (30%), mentre sono in pochi ad aver approfondito questa materia con corsi (15%) o con letture specifiche (14%).

I top manager italiani assegnano una grande importanza allo sviluppo di capacità negoziali nelle imprese: infatti ben il 97% le ritiene assolutamente cruciali o molto importanti, sia per se stessi che per la propria azienda, anche se solo il 46% intende investire in questo settore nei prossimi 12-24 mesi.

Il 79% degli intervistati prevede inoltre risultati incrementali molto rilevanti dalla scelta di investire in competenze negoziali, sia sul fronte della business performance che della qualità della vita nelle organizzazioni.

Importante anche il ruolo delle donne manager: secondo il 50% del campione sono brave negoziatrici (‘eccellenti’ per il 15%), mentre il 19% nota che le donne non sono presenti nella prima linea di management.

La ricerca fa emergere, però, un profondo divario tra la realtà nord americana e quella italiana. Negli Usa, le competenze negoziali dei manager di prima linea sono considerate un fattore cruciale di competitività ed esiste un enorme mercato in termini di domanda ed offerta di servizi part-time management, consulenza, formazione e coaching.

Essere negoziatori efficaci, dunque, è indispensabile soprattutto se si tiene conto dell’ammontare delle trattative dei manager italiani: il 33% ha negoziato accordi di un valore superiore ai 100 milioni di euro e il 6% addirittura superiori a un miliardo.

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