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Le 10 città più vivibili del mondo: Australia domina la classifica

LaRedazione - 30 agosto 2013
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30 agosto 2013
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Non cambia il trend degli ultimi anni per quanto riguarda la classifica delle città più vivibili nel mondo, pubblicata dall’Economist. A farla da padrone sono ancora i paesi extraeuropei di lingua e tradizioni anglosassoni, come il Canada con tre città e l’Australia con quattro, che dominano la top ten della tradizionale classifica. L’Europa riesce a piazzare due città tra le prime dieci della classifica: la capitale austriaca Vienna e quella finlandese Helsinki. Per il terzo anno consecutivo la città che si piazza al primo posto è l’australiana Melbourne, mentre anche l’altra grande nazione del pacifico, la Nuova Zelanda completa il gruppo delle prime dieci con Auckland. Si conferma anche il calo degli Stati Uniti, del tutto fuori dalla top ten. Oltre a Melbourne, Vienna, Helsinki ed Auckland, le altre città che la classifica redatta dagli esperti dell’Economist piazza tra le prime dieci sono seguita Calgary, Adelaide, Perth, Sidney, Toronto e Vancouver.

Oltre a Melbourne anche le altre città erano tra le prime negli scorsi anni e quindi la classifica si mostra molto stabile nel tempo, con gli esperti della Economist Intelligence Unit della testata britannica, che non hanno riscontrato molte variazioni. Analizzando i risultati pubblicati dall’Economist, si può vedere con chiarezza che i migliori piazzamenti sono ottenuti da città di medie dimensioni, e che hanno una bassa densità di popolazione, mentre sono penalizzate le grandi metropoli. Le città analizzate dal quotidiano inglese sono 140 e tra queste, oltre alle statunitensi si è assistito al crollo anche di quelle arabe, che alcuni anni fa erano balzate agli onori della cronaca, e la capitale spagnola Madrid, che ha invece risentito delle proteste che l’avevano tirata in ballo nello scorso anno, tanto da perdere quattro posizioni in classifica.

I criteri che gli esperti inglesi considerano per determinare la loro classifica sono la stabilità politica del paese, l’ambiente delle varie città e le sue infrastrutture, ma anche argomenti importanti per il benessere della popolazione come le strutture sanitarie disponibili e quelle dedicate all’istruzione e alla cultura, come musei, gallerie, etc. Con questi criteri, ed un punteggio che per ogni categoria presa in esame varia da 0 a 100, secondo la redazione del quotidiano economico britannico la classifica stilata, dovrebbe essere la più oggettiva possibile, anche se non mancano da parte di città piazzate nei posti di retrovia, le accuse di guardare con un occhio più benevolo alle città anglosassoni. Curiosamente, o forse regolarmente, anche pensando ai problemi che la Siria sta attraversando in questo momento con il problema dell’uso delle armi chimiche, all’ultimo posto della classifica c’è proprio Damasco.

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