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Anche il parlamento della Nuova Zelanda rende legali i matrimoni gay

Lea Stazi - 18 aprile 2013
18 aprile 2013
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Le dure lotte sostenute dall’esponente del partito labourista neo-zelandese Louisa Wall sono giunte a termine. Ieri, 17 aprile, il Parlamento si riunisce e mette ai voti la decisione finale: sì o no al matrimonio omosessuale? Il risultato è stato schiacciante: 77 voti a favore contro 44 contrari.

Così si approva il disegno di legge chiamato: “Marriage Amendament Bill” e la Nuova Zelanda diventa il primo paese dell’area asiatica-pacifica ad accettare il matrimonio gay, il tredicesimo nel mondo insieme a: Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Argentina e Danimarca e tra una settimana si dovrebbe aggiungere anche l’Uruguay, che sta attendendo la firma del presidente Josè Mujica o almeno così afferma il sito di Repubblica.

A seguito della votazione sono seguiti grandi festeggiamenti, iniziati proprio all'interno della Camera subito dopo l’esito della votazione; infatti il pubblico in aula ha iniziato ad intonare in lingua Maori la canzone d’amore: “ Pokarekare Ana”, che è anche considerato il secondo inno del paese. Le grida di gioia sono continuate lungo Cuba street, nota per la presenza di numerosi locali gay, per continuare tutta la notte!

Ovviamente non sono mancate le ostilità! La Chiesa Cattolica si è opposta in tutti i modi a questa proposta di legge, lanciando in rete una campagna per proteggere il matrimonio “tradizionale”, ma ne è uscita decisamente sconfitta.

Louisa Wall dichiara: “la legge finora trattava gli omosessuali come degli esseri umani inferiori, mentre ora abbiamo sancito che lo Stato non può discriminare nessun cittadino”. La legge, inoltre, era stata vagliata da ben sette su otto partiti presenti all’interno del Parlamento neo-zelandese e sarà in vigore entro quattro mesi: in agosto le coppie omosessuali potranno finalmente legalizzare le loro unioni, che dal 2005 erano solo consentite a livello civile.

Nei paesi vicini si stanno organizzando mille coppie per il grande scambio degli anelli, nella speranza che la legge apra anche alla possibilità di poter effettuare adozioni.

Lea Stazi

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