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Scacco matto di Amazon al mondo dell’informazione: il punto di vista degli editori italiani

LaRedazione - 7 agosto 2013
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7 agosto 2013
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Ormai è stato scritto a chiare lettere: Jeff Bezos è l’imprenditore dell’estate. Il proprietario di Amazon è entrato in punta di piedi anche nel mercato cartaceo, la cara e vecchia editoria, comprando una storica testata come quella del Washington Post. Ora c’è da chiedersi come mai abbia voluto investire su un prodotto obsoleto quale il giornale cartaceo, però a noi interessa analizzare anche le reazioni dell’editoria italiana a questa notizia.

C’è da precisare innanzitutto che quest’acquisto è costato a Bezos 250 milioni di euro. Soldi, tanti soldi, per un settore che ormai appare sempre più indebolito dai costi della carta e dalle copie che quotidianamente si vendono sempre meno. E recentemente anche il New York Times ha venduto uno dei suoi quotidiani, il Boston Globe, per la cifra di soli 70 milioni di euro (molto pochi rispetto a quanto sborsato da Bezos) a John W. Henry, proprietario della squadra di baseball dei Boston Red Sox. E’ chiaro che gli imprenditori stanno investendo nel mondo dell’editoria, ormai una balena alla deriva.

I giovani, distratti dalla nuova frontiera delle tecnologie (di cui, guarda caso, proprio Bezos con Kindle ha innovato il settore dei libri digitali) passano più tempo su internet, e hanno perso la voglia di leggere un giornale comodamente seduti sulla propria poltrona. E per scongiurare ulteriormente la crisi dei giornali, che il governo Letta apre a una remunerazione dei contenuti editoriali utilizzabili in Rete: una contaminazione fra digitale e editoria che starebbe interessando molti editori italiani come “Repubblica” e “Il Corriere della Sera” che guardano Bezos come un pioniere.

Ora tutti si aspettano un passaggio “tecnologico” da parte di Bezos e l’editoria italiana potrebbe seguirlo a ruota libera. A noi sembra chiaro che per il proprietario di Amazon investire in un settore quale l’editoria presto comporterà una digitalizzazione dell’intero universo della carta stampata. Ci troveremo tutti quanti a leggere e scaricare le pagine dei nostri giornali preferiti? Potrebbe essere anche un passo avanti affinché il monopolio della carta, che sta raggiungendo costi sempre più esosi, finisca. Però la chiusura recente del Daily, il quotidiano per iPad, sponsorizzato da Murdoch, per le vendite mai decollate suonerebbe come un campanello d’allarme per Bezos.

Ora come non mai il passaggio dalla carta stampata al digitale non è sicuro al cento per cento e gli editori italiani restano ancora al momento scettici. Quindi non c’è niente da temere: comprerete ancora il vostro giornale dall’edicolante di fiducia, per poi entrare nel vostro bar e commentare (o sparlare) del politico di turno. Come ai vecchi tempi.

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