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14 Dec

Viaggio nella maturità 2013: la paura aiuta a superare l’esame

Gianfranco Mingione
7 giugno 2013
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Sembra ieri quando durante le giornate più afose e soleggiate stavo chiusa in casa ore e ore sui libri di scuola per preparare l’esame di maturità e cercavo di ingegnarmi il più possibile per far colpo sulla commissione con una tesina super… Sembra ieri, eppure solo quando ho ricevuto l’invito a scrivere cosa ricordavo del mio esame di maturità, mi sono resa conto che è già passato quasi un anno.

Cosa ricordi di quei giorni?
Ricordo, esattamente come se la stessi provando ora, l’ansia di non aver ripassato abbastanza e di non essere all’altezza, la paura del mentre ma soprattutto di ciò che la vita ti riserverà dopo l’esame, la stretta di stomaco al solo ripensare al “terrorismo psicologico” che i professori ti facevano in classe, la rabbia verso chi ti dice: “Ma dai, l’esame di maturità è una cavolata”, mentre tu sei li che sudi freddo e vivi il tutto come la prova più difficile della tua vita. Ora che tutto questo è un lontano ricordo, posso dire che è vero quando si dice che “L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, ma quello che provi mentre corri”…

Un’esame che lascia il segno…
Spesso mi viene da credere che forse la maturità non sarebbe così bella se non fosse così tanto attesa, se fosse priva di tutta quella fatica fatta in ogni anno scolastico. Per me non è stato scontato avere la forza di arrivare fino al quinto anno e solo per questo ricordo che per la prima volta mi sono sentita orgogliosa di me, di essere arrivata lì, davanti a quella commissione indipendentemente da come sarebbe andata…

I giorni passano e la prova si avvicina…
Li per li non me accorgevo perchè ero molto sotto pressione, in più nello stesso periodo in cui mi preparavo per la maturità, ho iniziato a lavorare come commessa per la stagione estiva. Mi si era presentata una buona opportunità lavorativa e volevo aiutare la mia famiglia alle prese con varie difficoltà economiche. Di giorno lavoravo e di notte studiavo, addormentandomi tante volte con la testa sui libri e maledicendomi per non riuscire a fare abbastanza. Mi sentivo stanca e disperata, in più vedere tutte le mie amiche più grandi che andavano al mare ed erano già tutte abbronzate non mi aiutava…

La sera prima dell’esame, tra nervosismo e paura…
Ricordo in particolare la sera prima dell’orale, ero talmente innervosita dal constatare che non riuscivo più a ripassare niente dallo stress e dalla stanchezza che non volevo presentarmi per niente il giorno dopo. Ripetevo a me stessa, come una cantilena: “Cosa vado a fare per fare una figura così?”. Proprio in quel momento mi passarono tante immagini davanti: quando ero entrata nel mondo delle superiori, come stavo, chi ero o meglio cosa non ero…

E poi arriva la mattina dell’esame…
“E ora l’ultimo grande sforzo e poi la fine”, mi sono detta quella mattina prima di entrare. Percorrevo per l’ultima volta i corridoi della mia scuola pensando a quante volte avrei voluto scappare da quelle quattro mura, a quante volte avrei voluto mollare, e invece ho resistito…

Come ti sei fatta forza?
È dai miei stessi ricordi che ho preso forza per affrontare il tutto… Sapevo che dopo finalmente avrei potuto scegliere la mia strada immergendomi in una parte della società ancora per me ignota sebbene non avessi idea né di cosa sarei stata, né di cosa avrei fatto dopo… Ma allo stesso tempo, sentivo anche che avevo una gran voglia di scoprirlo, e ciò non poteva che darmi una carica enorme per affrontare ancora una volta la mia paura.

Un consiglio per i maturandi?
So che come me avete tanta voglia di scoprire il dopo esame e scoprirvi… Perciò ora fate l’ultimo grande sforzo e poi la fine. Una fine che per la prima volta sarà, in realtà un grande, meraviglioso inizio. IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!

[foto: Giulia Troncon]

Gianfranco Mingione

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