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16 Dec

Test ingresso superiori e Invalsi: gli studenti dicono basta!

Gianfranco Mingione - 13 maggio 2013
Gianfranco Mingione
13 maggio 2013
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Da una parte il quiz Invalsi, dall’altra il test d’ingresso alle scuole superiori. Il primo serve a valutare le competenze scolastiche degli studenti di quinta della scuola primaria, degli studenti del triennio delle medie inferiori e delle seconde delle medie superiori. Dal 2015 i test verrano svolti anche nelle classi quinte degli istitui superiori. In alcuni di questi, già da quest’anno è partita la sperimentazione. Il secondo è stato scelto invece da alcune scuole per determinare i più meritevoli, un po’ come avviene per le facoltà a numero chiuso.

Le critiche della “Rete degli Studenti”. Alla vigilia della prova Invalsi per gli studenti medi, arriva la dura critica de “La Rete degli Studenti”, ai test d’ingresso che si svolgeranno in alcune scuole superiori: “Negli ultimi anni – si legge nel comunicato – ne abbiamo dovute vedere di tutti i colori e le nostre scuole soffrono la carenza dei fondi, costrette a chiudere laboratori, ad azzerare le attività extrascolastiche, a chiudere il pomeriggio, a limitare le nostre possibilità. In una situazione del genere, siamo venuti a conoscenza di alcuni casi di scuole che hanno scelto, di propria iniziativa, di utilizzare dei test d’ingresso come criterio di accesso per la propria scuola. Si tratta di casi di scuole che hanno moltissime richieste di iscrizioni, ma questo non giustifica in alcun modo la gravità del fatto. Pensare di porre ulteriori barriere all’ingresso al mondo dell’istruzione è una follia senza precedenti. Una pratica del genere è evidentemente incostituzionale e calpesta l’articolo 34 della nostra Costituzione”. (fonte: retedeglistudenti)

La Rete è contro le barriere all’ingresso e per questo chiede un intervento del Ministero affinché tale metodo “non diventi prassi nelle nostre scuole”. Per domani i giovani studenti hanno lanciato una serie di mobilitazioni in tutto il Paese, in testa il flash mob davanti alla scuola Media Mazzini di Roma. La scuola e l’Università italiana, non conoscono attimi di pace.

Invalsi si, Invalsi no! Il quiz continua ad essere bersagliato da dure critiche non solo dagli studenti ma, anche, dai Cobas e da altre associazioni, nonostante l’Istituto di valutazione respinga le critiche, affermando che i quiz non sono di natura nozionistica ma invitano gli studenti a ragionare sulla base delle conoscenze acquisite. Insomma, per l’Invalsi, i quiz “non possono e non vogliono essere il metro di giudizio sul singolo alunno”. Dopo la prova di domani, destinata agli studenti di prima media, il 16 maggio toccherà agli studenti della seconda superiore, per finire poi, il 17 giugno, con i circa 600 mila studenti di terza media che affronteranno tale prova all’interno dell’esame di Stato. La prova pesa un sesto del voto complessivo.

Gianfranco Mingione

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