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15 Dec

Tanzania: il lago della morte trasforma gli animali in statue

LaRedazione - 3 ottobre 2013
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3 ottobre 2013
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Sembra il titolo di un film dell’orrore, questo lago della morte, o meglio, il lago Natron, ma in realtà è l’indiscusso protagonista di strani e bizzarri fenomeni naturali. Non si tratta di un lago che si trova sul pianeta Marte o in qualche strano mondo sconosciuto, no, il lago Natron si trova nell’Africa orientale, nello stato della Tanzania ed è famoso per gli animali che, nelle sue acque, si trasformano in incredibili statue calcificate.

Un fenomeno naturale o c’è di più? La scoperta è stata fatta dal fotografo Nick Brandt che per primo si è imbattuto in questo curioso fenomeno. Durante uno dei suoi viaggi in giro per il mondo, Nick si è accorto di alcuni uccelli rimasti come pietrificati nelle acque del lago. Da quel momento ha cominciato a documentare lo strano fenomeno nel suo libro Attraverso la Terra Devastata, in cui ha mostrato con decine di immagini di questi fenicotteri, pipistrelli come pietrificatisi sulle rive del lago.

Secondo Nick questo fenomeno è causato dall’elevata temperatura dell’acqua capace di arrivare sino a sessanta gradi centigradi. Il contenuto minerale dell’acqua diventa denso a causa dell’alta temperatura, provocando una sorta di calcificazione negli animali che vi s’immergono, trasformandoli in perenni statue di vetro.

Creature rimaste immobili, vittime di un beffardo destino. “Non ho potuto fare a meno di fotografarli” -spiega lo stesso Brandt- “e, nel caso degli uccelli, vanno a schiantarsi sull’acqua come contro delle vetrate, e storditi ne restano intrappolati”.

Un fenomeno davvero singolare, una triste morte quella che colpisce queste povere creature. La natura stessa diventa, quindi, il carnefice di questi sfortunati animali, per quello che è diventato come un museo itinerante fatto di uccelli, storni, colombe, gruccioni e fenicotteri: un museo delle cere che non sfoggia delle copie ma direttamente gli originali.

La spiegazione scientifica ha messo tutti d’accordo, però il fenomeno mostra ancora dei lati che la scienza non è riuscita a spiegare. E allora il lago Natron diventerà forse famoso come altre zone marine in cui è creata la psicosi del mistero? Pensiamo a Loch Ness, in cui nelle sue acque si troverebbe un misterioso dinosauro marino dal simpatico nome di Nessie. Il lago Natron non è famoso per qualche creatura leggendaria che nuota nelle sue profondità, ma per questo curioso fenomeno naturale. Un fenomeno che per Nick Brandt è diventata arte, come spiega lui stesso con queste parole: “Ho preso le creature esattamente come le trovavo sul lago poi, per così dire, le ho collocate in pose viventi per portarle in vita”.

Una scelta forse discutibile di rappresentare la morte, quella di Brandt, attraverso l’arte della fotografia. Una forma di documentazione un po’ tetra, però adesso non ci stupirebbe di vedere flotte di curiosi e non, prenotare un viaggio in Tanzania e recarsi proprio presso questo affascinante lago della morte, per fotografare, e fotografarsi, accanto a una di queste statue calcificate e magari risolvere questo inquietante mistero.

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