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17 Dec

Tre ragazzini uccidono giovane atleta: ‘Ci stavamo annoiando’

LaRedazione - 21 agosto 2013
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21 agosto 2013
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L’omicidio è avvenuto a Duncan, a pochi chilometri da Oklahoma City, quando le forze dell’ordine si sono imbattute nel corpo privo di vita del giovane Cristopher Lane, uno studente australiano freddato con alcuni colpi di pistola alla schiena. Un’uccisione vile e che fa discutere ma quello che lascia sgomento e rabbia è la motivazione dei tre giovani che gli hanno sparato: “Gli abbiamo sparato perché ci stavamo annoiando, così per puro divertimento“, hanno dichiarato. Sembrano le parole che tante volte abbiamo sentito pronunciare in numerosi telefilm americani, ma stavolta è la cruda realtà. Una realtà che ha tre nomi che sono stati subito identificati dalla polizia grazie alle telecamere della sorveglianza del posto e che hanno inquadrato la macchina che ospitava James Francis Edwards, Michael Dewayne Jones e Chancey Allen Luna. Questi i nomi dei tre colpevoli, ragazzi che hanno un’età compresa tra i quindici e i diciassette anni.

Neanche maggiorenni, dirà qualcuno, ma di sicuro già tre spietati assassini. Nonostante la giovane età non solo si sono macchiati di un delitto inutile e assurdo privo di qualunque motivazione, ma hanno ammesso candidamente di aver compiuto questo folle gesto dettati dalla noia. Un testimone ha asserito che i tre ragazzi stavano inseguendo e minacciando il giovane Lane per poi spararlo senza pietà. La loro auto è stata ritrovata nel parcheggio di una chiesa. Forse i tre cercavano un perdono?

Quello che è evidente è che negli Usa ormai la follia è diventata ordinaria amministrazione. Le cronache locali sempre più spesso ci informano di delitti e gesti di cui francamente non si riesce a trovare una motivazione razionale. Il che ci lascia alcune domande irrisolte, problemi che per tanti motivi sembrano senza soluzione. Intanto la facilità con cui negli states si può procurare un’arma, ma anche la perdita di coscienza che, soprattutto i giovani, negli ultimi anni si stanno rendendo sempre più protagonisti.

Come non ricordare le stragi nelle scuole americane avvenute per colpa di giovani studenti che, come impazziti, hanno imbracciato un’arma e hanno cominciato a sparare sulla folla? Incidenti? Pazzia? Una repressione interna dovuta a una vita artificiosa e priva di scopo? Quello che ci chiediamo è adesso quale sarà la giusta pena per un delitto del genere? Qualcuno parla di ergastolo e, nonostante la loro giovane età, alcuni invocano anche alla pena di morte. Tralasciando gli estremismi ci chiediamo se non si debba intervenire nel sociale, cercando di arginare questo fenomeno ormai divampante di “pazzia giovanile”: non è forse venuto un momento per Obama e gli americani di sedersi intorno a un tavolo e trovare una soluzione?

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