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17 Dec

UN Women: l’autofill di Google in una campagna per i diritti delle donne

LaRedazione - 21 ottobre 2013
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21 ottobre 2013
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La diversità dei sessi è ancora molti diffusa nel mondo? Purtroppo si: la cosa è molto grave, in quanto pur essendo nel ventunesimo secolo, col duemila superato da ben tredici anni, la diversità tra uomo e donna è ancora molto sentita, sopratutto nei Paesi orientali, dove la donna viene ancora oggi vista come una serve, una schiava, che deve assolutamente sottostare all’uomo.

Proprio per questo motivo l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti delle donne ha deciso di lanciare una nuova campagna che mette risalto alla diversità tra uomo e donna: essendo internet ormai utilizzato da tutti, per render più massiccia questa campagna per valorizzare le donne, i vari manifesti sono stati resi pubblici su internet e sono visibili da tutti, indipendentemente dalla loro provenienza.

In cosa consiste questa particolare campagna, e come sono realizzati i manifesti?
L’associazione ha deciso di utilizzare la funzione di auto composizione di Google: questa infatti permette di poter effettuare delle ricerche semplicemente scrivendo la prima parte di una frase, la quale verrà completata automaticamente dal motore di ricerca, sfruttando le ricerche più effettuate da parte degli utenti di tutto il mondo.
Sfruttando questa funzione, il designer grafico Chris Hunt ha postato il volto di quattro donne di diversa etnia, con la funzione di Google posto sulla bocca: in alcuni manifesti ad esempio è possibile leggere in lingua inglese che le donne non devono guidare, le donne non devono parlare in chiesa, le donne devono essere serve ed altre frasi che sicuramente sono tutto tranne che correte e sopratutto rispettose nei confronti delle donne.

I vari manifesti sono tutti postati sul web: queste frasi, così come tantissime altre, sono postate nella barra di ricerca di Google, e viene anche mostrata la funzione di auto composizione, che segue purtroppo i divieti ed i doveri che non valorizzano le donne, ma che anzi, sotto un certo punto di vista, non fanno altro che affossare ulteriormente la dignità ed i diritti delle donne provenienti da tutto il mondo.

Ma Google ha qualche colpa se nella funzione di auto composizione appaiono certe frasi?
Ovviamente no: i vari addetti e responsabili di Google hanno tenuto a precisare che quelle frasi complementari appaiono poiché sono quelle che vengono maggiormente ricercate da tutti gli utenti del web, cosa che mette in risalto il fatto che la diversità tra uomo e donna è molto diffusa su tutto il web.
Una campagna quindi molto utile, che dovrebbe sensibilizzare maggiormente le masse, e dovrebbe quindi rendere uguali uomini e donne sul web e sopratutto nella vita reale.

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