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12 Dec

Yemen, milioni di bimbe costrette a sposarsi

LaRedazione
25 luglio 2013
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Paese che vai regole che trovi. Nello Yemen, uno stato a nord dell’Arabia Saudita, sono da tempo permessi i matrimoni fra giovani minorenni (per lo più bambine tredicenni) con uomini adulti. Molto spesso si tratta di veri e propri matrimoni combinati dalle famiglie. Ed è proprio da una di queste famiglie che è scappata la piccola Nada al Ahdal, promessa a un uomo yemenita trasferitosi da poco nella regione.

In un video di tre minuti, che ha raccolto 5,6 milioni di visite in appena due giorni, la piccola, con voce affranta dal dolore, racconta che piuttosto di sposarsi preferisce la morte. Subito a caldo, e secondo la televisione araba, le dichiarazioni del padre che avrebbe concesso una proroga alla figlia, permettendole di darla in sposa a diciassette anni. E ci viene da sorridere perché, in fondo, anche a diciassette anni ci sembra troppo piccola per impegnarsi in un evento importante come il matrimonio.

Questa, in estrema sintesi, la notizia che sta facendo il giro del mondo. Un video che fa discutere alcuni e che divide l’opinione pubblica: infatti, molti hanno accolto con scetticismo la veridicità di questo filmato. Ma vero o falso che sia il messaggio ci appare chiaro e sottolinea con forza quel fenomeno, anzi permetteteci di definirlo con il giusto nome, quella piaga dei matrimoni combinati. Spesso s’è parlato di diritti delle donne ma qua ci viene da precisare che parliamo di bambine, e organizzare un matrimonio a una bambina è qualcosa di vergognoso, ma che in alcuni paesi rappresenta un fenomeno normale. Una bambina che si vede sottratta nell’età dei giochi, non per scelta consenziente, a sposare un uomo che non ama, e che non ha mai conosciuto, soltanto perché le famiglie così hanno deciso.

In alcune parti del mondo arabo questa pratica è sempre stata permessa dalla legge e si dovrebbe cercare di arginare questo fenomeno. E siamo sicuri che, mentre scriviamo, da qualche parte, nascosta e impaurita, un’altra Nada al Ahdal starà accettando un matrimonio che non vuole e su cui non può opporsi. In questo periodo di rivolte e fomentazioni (vediamo i fatti recenti in Egitto o in Libia) forse questo video giunge come un fulmine a ciel sereno per quanti stanno cercando di sensibilizzare una parte del mondo arabo a mettersi al passo con i tempi. Se questa testimonianza riuscirà a smuovere le acque non lo sappiamo ma l’importante è che se ne parli, che s’informino le persone affinché altre bambine possano lottare e sconfiggere questa assurda barbarie. E di barbarie si tratta – non nascondiamoci dietro le definizioni ma usiamole- perché questo è un abuso su minori, è come tale va combattuto.

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