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12 Dec

New York cambia faccia con la famiglia “cool” de Blasio

Gianfranco Mingione
6 novembre 2013
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La mia arma segreta? Una famiglia davvero “cool”! I media lo davano già per vincente, e di gran lunga, sul candidato repubblicano, anche lui di origini italo americano, Joseph J. Lotha. La vittoria, Bill de Blasio, neo sindaco democratico della Grande Mela, l’ha conquistata con ben il 73 per cento delle preferenze. Dietro la sua vittoria una famiglia, la sua, con la moglie Chirlane McCray ed i suoi due figli, Chiara e Dante.

È la storia perfetta, un po’ come quella di Obama e Michelle, a segnare l’esito di queste elezioni amministrative. La famiglia di de Blasio potrebbe essere vista come l’opposto della classica famiglia Mulino Bianco per anni diffusa sulle nostre tavole: niente finzione, niente sorrisi pubblicitari ma tanta emozionalità e messaggi centrati.

Come quello del figlio Dante, 16 anni, curato dal team di pubblicitari che ha realizzato la campagna del presidente Obama. In trenta secondi da protagonista, il ragazzone dalla voluminosa pettinatura, un po’ afro, un po’ italiano e un po’ americano, frutto della cultura melting pot che irrompe nella modernità. Dante afferma che la polizia deve smettere di fermare le persone di colore, i neri, solo per via della loro pelle non bianca (chissà perché poi non si dice rosa!). Gli fa compagnia sua sorella Chiara, 18 anni, anche lei a sfoggiare pettinature con corone di fiori in testa, e a lanciare gli importanti traguardi raggiunti dal padre prima di candidarsi a sindaco.

Mia moglie? Non è un soprammobile! In Italia si fa davvero fatica a trovare una first lady all’americana per vari motivi di tipo culturale, sociale nonché politico. Invece oltreoceano, così come in altri stati della nostra vecchia Europa, sempre Obama e soprattutto Michelle docet, le lady accompagnano i loro uomini senza tanta paura. E la moglie del neo sindaco, vista anche la sua storia, non è da meno: Chirlane McCray è nera, di professione scrittrice, attivista per i diritti delle donne omosessuali e, dulcis in fondo, lesbica dichiarata. Ingredienti proibitivi che bastano a fermare la corsa di qualsiasi politico italiano (almeno finora).

Tutti i membri della famiglia hanno accompagnato Bill, ognuno con la sua storia e il suo ruolo, verso una vittoria importante. Si sono messi in gioco comparendo in talk show e stando al suo fianco durante gli incontri elettorali. Se la privacy è importante, è altrettanto vero che ad essere importante è anche la propria storia e quella dei propri cari quando si sceglie di giocare per il “bene pubblico”. Chi non ha paura, questo sembra essere il messaggio di questa vittoria, si mette in gioco e affronta l’avversario alla pari e con armi bianche.

L’identità familiare, l’identità che ci lega al luogo per il quale lottiamo e che vogliamo contribuire a cambiare.  Il video in supporto alla sua campagna promozionale sintetizza bene gli elementi strategici su cui si è fondata la comunicazione politica di de Blasio: una città multietnica in grado di includere tutti, soprattutto quelle minoranze che oggi sono la maggioranza degli abitanti della Grande Mela, come quella dei cosiddetti “latini”. “Questa è la nostra città, questa è new York“. Buona fortuna signor Sindaco!

[foto: www.nydailynews.com]

 

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