Novantacinque brani su cento, tra quelli scaricati da Internet, è pirata: lo sostiene l'ultimo studio della International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) relativo ai download illegali di musica dell'anno scorso.
Si tratta, dicono dall'IFPI, di un un danno enorme all'industria discografica se si considera che le canzoni scaricate legalmente sono un miliardo e quattrocento milioni contro i 40 miliardi di canzoni piratate e visto che, aggiungono, "si tratta di una stima fatta per difetto".
La percentuale del 95% dei file è stato ottenuto, infatti, considerando i download da servizi P2P o da siti di condivisione file ma non è stato possibile verificare lo scambio attraverso l'istant messaging.
La musica, spiega il Report, rappresenta oggi il 20% del giro d’affari dei servizi digitali, meno dei videogiochi (35%) ma molto più del cinema, che su questo fronte è ancora agli albori (4%); lo studio attribuisce inoltre alle piattaforme digitali il 20% del mercato discografico mondiale (+ 15%) grazie alla crescita dei modelli di fruizione in abbonamento e dei siti di streaming, social networking e video-sharing come YouTube, i cui proventi, solo in Italia, sono cresciuti l’anno scorso del 103% superando il milione di euro.
Quanto ai download, l’aumento riguarda sia gli album digitali (+36 %) che i brani singoli, con Lollipop di Lil’ Wayne in testa alla classifica delle canzoni più scaricate del 2008 con i suoi 9,1 milioni di download legali; lo segue la cantante pop/r&b giapponese Thelma Aoyama, la cui Soba ni iru ne è stata scaricata legalmente in 8,2 milioni di copie mentre il primato italiano spetta a Jovanotti con A te.
A completamento del report dell'IFPI anche una nota dell’associazione locale FIMI secondo cui nei primi 9 mesi del 2008 il fatturato digitale è stato di 11 milioni di euro, con un incremento della musica fruita da Internet (+36%) e in particolare degli album (+48%), e un drastico calo delle suonerie per telefonini.