Il deludente Festival di Sanremo 2006 incorona Povia
Ha chiuso i battenti il Festival di Sanremo 2006, che sarà ricordato per la sua pochezza e per la pochezza dei suoi ascolti.
Anche se ieri sera la finalissima del Festival di Sanremo 2006 ha visto un aumento degli ascolti, con lo share salito al 48,23% e gli spettatori a oltre 9 milioni di unità.
E a vincere il brutto Festival di Sanremo è stato Povia, lo stesso che lo scorso anno vinse moralmente l'edizione condotta da Paolo Bonolis grazie alla sua canzone, presentata fuori gara, "I bambini fanno oh".
Lacrime di felicità al momento della proclamazione della vittoria per il cantante che ha chiamato sul palco il suo manager per convidere con lui il successo sanremese.
"Volevo dire alla mia compagna Teresa: ti amo e ti amerò per sempre e che ti ringrazio per aver dato alla luce una bambina bellissima come Emma. Però dedico questo premio ai miei genitori che stanno insieme da 40 anni ed è da tanto tempo che non li vedo darsi un bacio. Quindi papà adesso alzati, bacia la mamma e rimanete abbracciati cinque minuti", ha aggiunto rivolto ai genitori in platea provocando la commozione di tutti sul palco compresi conduttore e valette.
"In questo Festival ha vinto la semplicità" ha commentato il cantante che ha poi raccontato: "sono cresciuto a musica italiana, da Carbone a Ramazzotti; da Califano a Battiato, a Baccini". Paragonando la vittoria "a una diga che si rompe. E' stata settimana massacrante, ma bella ed emozionante".
Nei prossimi giorni "voglio andare a casa da Teresa ed Emma e a maggio inizierà il tour europeo". E infine un grazie a Francesco Baccini: "il Festival lo abbiamo passato in due".
Sul piano musicale il Festival non ci ha guadagnato molto dal trionfo di un pezzo che è poco più di un "I bambini fanno oh" capitolo due.
Però Povia piace al pubblico più giovane ed è amatissimo dai bambini e lo sprint con cui ha scavalcato i concorrenti nel televoto è la prova più clamorosa di quanto sia amato dal pubblico. Certo rimane senza risposta la questione fondamentale del Festival e cioè vedere vincere a Sanremo una grande canzone. Povia è infatti si un abile manipolatore di formule e ritornelli orecchiabili e se per una gara sembra non ci sia di meglio, per una grande canzone si potrebbe fare di più.
Povia è arrivato in finale insieme ai Nomadi, Anna Tatangelo e Riccardo Maffoni. Il Premio della Critica intitolato a Mia Martini se lo sono aggiudicato Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet, con la canzone Un discorso in generale. Hanno ottenuto, infatti, 42 voti contro i 24 di Mario Venuti e Arancia Sonora (Un altro posto nel mondo). Al terzo posto, ex aequo, si sono classificati i Nomadi con Dove si va e Ron con L'uomo delle stelle. A consegnare il premio è stata Loredana Bertè.
E' stato Giancarlo Giannini, in frack, ad aprire la finalissima del Festival con un omaggio a Domenico Modugno. L'attore ha infatti cantato Vecchio frack.
Poi al via la gara. Primo a esibirsi per la categoria Uomini è stato proprio Povia, seguito da Michele Zarrillo. Ha fatto poi ingresso sul palco Andrea Bocelli per un duetto con Christina Aguilera.
Al cantante, insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della onorificenza di Grand'Ufficiale, la platea di Sanremo ha tributato una standing ovation.
Già vincitore nel 1994 con Il mare caldo della sera, Bocelli ha riproposto sul palcoscenico dell'Ariston la canzone che gli valse la vittoria.
"Esserci per esserci non va bene", ha spiegato a Panariello. Ecco perché ha voluto con sé, ha detto, "la voce di un angelo". E ha introdotto così Christina Aguilera. Insieme hanno duettato sulle note di Somos novios, il brano contenuto nell'ultimo album di Bocelli, Amore.
Sulla scena Ilary Blasi e Victoria Cabello hanno salutato Panariello con il refrain "Happy festival, mister Giorgio Panariello, happy festival to you". E ancora "cento di questi festival" mentre sul palco appariva un'enorme torta con candelina rossa nel mezzo creata da Dante Ferretti, lo scenografo premio Oscar. Un modo, fuori programma e lo dimostrava l'imbarazzo del comico, per ringraziarlo.
La damigella bionda e la mora, in abito rosa cipria firmato Valentino la prima, in rosso Miu Miu la seconda, non hanno esitato a definire "un'avventura" l'esperienza sanremese, riconoscendo a Panariello il fatto di "non avere mai mollato".
Il secondo duetto della serata è stato tra Eros Ramazzotti e Anastacia. Eros ha fatto ingresso sul palcoscenico del Teatro Ariston cantando Una terra promessa, il brano con cui nel 1984 vinse il Festival nella categoria Giovani Proposte. E ancora, Una storia importante e Adesso tu: un medley dei primi grandi successi del cantante romano, insignito non senza polemiche per la sua performance alla cerimonia ufficiale, dell'onorificenza di commendatore. Lui e Anastacia hanno di seguito intonato l'ultimo successo, I belong to you. Ed è stata di nuovo standing ovation, la seconda dopo l'esibizione di Andrea Bocelli.
In uno scambio di battute con Panariello, Ramazzotti ha rimediato in diretta alla gaffe sull'onorificenza di commendatore della Repubblica conferitagli da Ciampi e consegnatagli dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
"E' una bella cosa, me la sono messa qui perché mi piace molto...", ha detto il cantante che nel pomeriggio aveva suggerito scherzosamente a Letta di proporre un cambio di design per la croce al merito ricevuta. Poi la decisione di portare la croce sul palco.
Superospite della serata anche Laura Pausini che è tornata a Sanremo reduce dal successo ottenuto a Los Angeles dove ha vinto un Grammy Award nella categoria Best latin pop album.
Ha cantato La solitudine, Strani amori e i primi successi, per concludere poi la performance sul palco che la lanciò nel 1993 con Uguale a lei, versione riarrangiata della più famosa She di Charles Aznavour.
La Pausini avrebbe voluto duettare l'ultimo singolo proprio con Aznavour, costretto a declinare l'invito perché ammalato. La cantante ha chiamato la prima standing ovation per l'orchestra, invitando il pubblico ad alzarsi in piedi e dal palco ha ringraziato Ciampi, che l'ha insignita oggi dell'onorificenza di commendatore.
A fine serata la Pausini ha duettato con Ramazzotti sulle note di Nel blu dipinto di blu, eseguita nell'arrangiamento originale di Domenico Modugno.
Eros Ramazzotti, prima di lasciare il palco, ha rivolto un appello in diretta per la liberazione del bimbo di 17 mesi rapito in provincia di Parma: "una sola cosa voglio dire: liberate Tommaso!".
I vincitori delle varie categorie sono scesi in sala stampa subito dopo la fine del festival per commentare la serata.
Beppe Carletti dei Nomadi ha ringraziato per il premio dicendo: "vi ringraziamo per il premio. In vita mia non ho mai vinto niente. Sono più di 40 anni che siamo sui palchi, questa è grande vittoria. E' stato bello essere qua. Una settimana così intensa i Nomadi non l'hanno mai vissuta. E' irripetibile".
E Anna Tatangelo: "la mia canzone sin dall'inizio è stata abbastanza criticata, quindi per me è una grande soddisfazione. Il pubblico ha creduto in me e questo è stato come una vera medaglia".
Riccardo Maffoni, vincitore dei Giovani: "io non mi aspettavo questo premio. Quando me l'hanno dato ero assorto nei miei pensieri e quindi non ho capito. Comunque grazie".




