George Clooney farà il remake di Quinto potere

Scritto il alle 12:35 dalla redazione di DGMag

Dopo Goodnight. And Good Luck, il suo film sul tele-giornalista della Cbs Ed Murrow e sui rapporti tra media e potere, George Clooney torna sull'argomento: il suo prossimo progetto è infatti un remake in diretta tv di Quinto Potere di Paddy Chayefsky, il film del 1976 sull'industria della televisione in cui la divisione news di una rete tv incoraggia un anziano anchor a dare di matto in diretta in nome degli indici di ascolto.

Clooney ha annunciato il progetto in una intervista all'Ap durante la promozione di Goodluck and Goodnight: il film televisivo dovrebbe andare in onda sulla Cbs, che a sua volta ha confermato che il progetto è ''in lavorazione'' sia pure ''nelle fasi iniziali''.

Non è la prima volta che Clooney si cimenta con l'inconsueto formato del film in diretta televisiva che sfonda le barriere tra cinema, televisione e teatro: cinque anni fa l'attore-regista ha prodotto e recitato in un remake live, sempre sulla Cbs, di A prova di errore, un film del 1964 sulla Guerra Fredda in cui una squadriglia di bombardieri americani viene mandata per sbaglio a bombardare Mosca.

Quasi 16 milioni di persone guardarono la produzione in bianco e nero diretta da Stephen Frears che riprendeva il tema del film di Sidney Lumet e lo trasferiva in uno studio televisivo le cui pareti venivano spostate ad ogni spot pubblicitario per far spazio a nuove scenografie.

Nella versione di Frears avevano recitato attori come Richard Dreyfuss nella parte del presidente degli Stati Uniti, James Cromwell, Don Cheadle e Harvey Keitel oltre allo stesso Clooney nel ruolo del politico americano che salva l'America dalla catastrofe nucleare causata dall'errore di un computer.

Quinto Potere, che nel 1976 guadagnò vari Oscar tra cui quello per la migliore sceneggiatura, è un classico sul tema dei rapporto tra stampa, industria e potere: l'anchor Howard Beale, interpretato da Peter Finch, fanalino di coda degli indici di ascolto, riceve la lettera di licenziamento e quella stessa sera, nel telegiornale della sera, annuncia che si ucciderà in diretta arrivato al suo ultimo giorno di lavoro.

Da quel momento ha un successo strepitoso e si trasforma in un profeta trascina-masse specialmente quando entra in contatto diretto con Dio, ma viene poi ucciso, per ordine del network, da un finto terrorista mascherato quando gli indici di ascolto tornano a calare.

Clooney ha detto all'Ap che quando ha mostrato il film originale a un gruppo di giovani, nessuno di loro l'ha identificato come un'opera di satira politica: "Non capivo perchè, finchè non mi sono accorto che quel che Chayefsky aveva profetizzato è avvenuto davvero. L'idea che l'anchor è più importante della notizia, che stai facendo una specie di reality-show, tutto questo è accaduto davvero''.

Intanto George Clooney ha parlato anche della sua malattia, causata da una caduta su un set cinematografico che gli ha procurato la lesione della membrana del midollo spinale; una malattia che i medici chiamano Torn dura mater.

"No, la mia vita non è in pericolo: quando hai interpretato un medico in uno show televisivo per cinque anni, quasi quasi cominci a credere di essere veramente un medico, cominci a riflettere su tutti i casi medici dello show per cercare di capire: sono quello del mal di testa, quello con il tumore al cervello; e considerando tutte le opzioni, era quella migliore", ha detto il bell'attore raccontando anche la sofferenza causata dal trauma.

"Il fluido della spina dorsale veniva fuori dal mio naso, pensavo di avere la sinusite, invece... Fino a oggi ho fatto almeno 40 punture lombari, molto divertente".

Il popolare attore, che qualche settimana fa ha scelto di rivelare la sua situazione, ha detto: "A volte mi sembra di essere sdraiato sul fondo della piscina cercando di respirare con una cannuccia; dimentico le cose, sono costretto ad attaccare dei promemoria dappertutto, per ricordarmi di fare anche le cose più banali. La perdita della memoria è stata una esperienza molto interessante. E' una sfida continua, soprattutto per un attore, perchè demolisce e mette in crisi la tua fiducia che hai in te stesso: è come avere un cervello contuso e per farlo guarire sei costretto a fargli fare più ginnastica del solito".


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