Pieraccioni dice "Ti amo in tutte le lingue del mondo"

Scritto il alle 18:21 dalla redazione di DGMag

''La nostra risposta al gorillone è Rocco Papaleo nudo'' scherza Leonardo Pieraccioni.

Il regista e attore toscano ha presentato a Roma la sua nuova commedia Ti amo in tutte le lingue del mondo, in uscita nelle sale italiane il 16 dicembre distribuito da Medusa in 550 copie.

Il gorillone è King Kong, che insieme a Natale a Miami, Le cronache di Narnia e Memorie di una geisha, concorrerà per il titolo di campione d'incassi delle feste.

"A Hollywood erano indecisi se farlo girare a me o a Peter Jackson, ma poi hanno visto che in ordine alfabetico lui veniva prima e quindi hanno dato a lui l'incarico" ha continuato Pieraccioni, accompagnato dallo sceneggiatore Giovanni Veronesi e dagli interpreti: la spagnola Marjo Berasategui, Giulia Elettra Gorietti, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini e Giorgio Panariello.

Assente il cantautore Francesco Guccini, che nel film interpreta il ruolo del preside della scuola in cui lavora il protagonista.

"La scelta di uscire a Natale è stata mia perché credo che sia il periodo migliore, ciò non significa che Ti amo in tutte le lingue del mondo sia un prodotto natalizio".

Ti amo in tutte le lingue del mondo ha le carte in regola per bissare il successo de Il Paradiso all'improvviso, campione d'incassi del 2004 con circa 25 milioni di euro di guadagno.

Il film è un susseguirsi di gag e scene molto divertenti, con dialoghi esilaranti e un cast in ottima forma.

Pieraccioni interpreta Gilberto, un professore di educazione fisica assediato da una studentessa, Paolina (Giulia Elettra Gorietti), che lo tartassa con messaggini e bigliettini in cui gli scrive ti amo in tutte le lingue del mondo, ma innamorato di Margherita (la spagnola Marjo Berasetagui) conosciuta per caso in una villa per scambisti dove è stato trascinato dal collega di matematica Anselmi (Rocco Papaleo), sorpreso dal protagonista, in una delle scene più comiche del film, carponi sul pavimento, con indosso un perizoma e un parrucchino, a farsi frustare da una signorina vestita di lattice. Quello che ignora è che la donna altro non è che la madre di Paolina.

''Cos'è cambiato in dieci anni? Ora cerco di dare più credibilità ai miei personaggi'' dice Leonardo Pieraccioni.

E diverso è anche il trattamento riservato ai ruoli femminili "più robusti che negli altri film. Un tempo privilegiavo la bellezza, oggi sento il bisogno di avere accanto delle partner che siano anche brave".

La sindrome di Peter Pan è finita e lo conferma anche Veronesi, all'ottavo film con Pieraccioni: "Leonardo è cresciuto molto anche come sceneggiatore, un tempo scopiazzava".

Ad affiancare i protagonisti c'è un coro di personaggi che il regista paragona a ''una Torre di Babele italiana'': ''Ci sono un romano, un toscano, un siciliano. E' un modo per raccontare l'Italia di oggi e il film potrebbe anche intitolarsi Ti amo in tutti i dialetti del mondo''.


Categorie correlate

Cinema

Invia nuovo commento

(If you're a human, don't change the following field)
Your first name.
Iscriviti per bloccare il tuo nome e utilizzare il tuo avatar preferito
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

Articoli correlati