In memoria di me di Saverio Costanzo

Scritto il 06/03/07 alle 21:46
In memoria di me di Saverio Costanzo

L'autore di Private, Saverio Costanzo, torna in sala dal 9 marzo con In memoria di me, pellicola già presentata al Festival di Berlino e destinata a far discutere da più parti, ecclesiastiche soprattutto.

Protagonista del film è Andrea (Christo Jivkov), giovane che intraprende la strada del noviziato con l'intento di diventare prete nella Compagnia di Gesù; è qui che Andrea si trova ad aver a che fare con gli altri novizi, i Padri Superiori e gli altri preti, immerso nel silenzio e nella preghiera.

Il monastero racchiude un modo segreto e ben presto, quando gli altri novizi si rendono conto dell'insofferenza di Andrea, questo è costretto a fare una scelta discutibile che lascia perplessi anche gli spettatori.

Una pellicola decisamente ambigua che, affrontando un tema delicato, permette una riflessione più ampia sulla religione e sulla religiosità ma anche sulla difficoltà umana di fare delle scelte consapevoli e di essere libero.

Faticoso in alcuni momenti, In memoria di me affida tutta la sua forza narrativa alle parole non dette, agli sguardi e alla musica e spesso sono proprio queste componenti ad appesantire la pellicola.

Per quanto riguarda le critiche mosse a In memoria di me da Padre Lombardi su Panorama relative al bacio tra il Padre Superiore e uno dei suoi sottoposti, Costanzo non ha esitazioni: "secondo me sotto sotto a padre Lombardi il film è piaciuto. Altrimenti, vorrebbe dire che la Chiesa accetta solo i santini di certi sceneggiati tv. E quanto al realismo della rappresentazione... bé, questo film è volutamente non realistico. Sul bacio, poi, ha ragione lui: la mia è una citazione di quello tra Gesù e Il Grande inquisitore. Un modo di far capire che non basta la certezza, ci vuole anche l'amore".

Perchè per Saverio Costanzo il punto nodale della storia è  "l'affermazione della spiritualità, nella sua presenza come nella sua assenza. Una spiritualità di cui si avverte sempre più il bisogno, in un'epoca in cui più che mai c'è bisogno di credere in qualcosa".





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