
Un lungo silenzio squarciato da "Barabba". Questo il titolo del nuovo lavoro di Fabrizio Moro, da oggi nei negozi. Sei brani nel quinto album del cantautore romano, distribuito da Warner Music e co-prodotto da Marco Falagiani.
Una track list che racconta gli alti e bassi della sua vita. Come il ricordo di un amico scomparso in "Sangue nelle vene" e la dedica al figlio che nascerà tra due mesi, "Il senso di ogni cosa", primo singolo estratto dall'album. Ancora, una società di precari, di raccomandati e rapporti da difendere a denti stretti, seppur con un minimo di rassegnazione.
Tra i testi colpisce proprio quello di "Barabba", quanto mai attuale. Soprattutto dopo il caso Noemi. "Non si può avere le foto scandalistiche sui giornali le tette di tua moglie al vento proprio non si può portarsi a letto le ventenni quando hai settanta anni e fare i danni – canta Fabrizio - a meno che tu non sia il presidente del consiglio o sua figlia o suo figlio il ministro degli interni o sua moglie e tutti i suoi fratelli, l'allenatore della nazionale o meglio ancora il cardinale Barabba".
Un pezzo scritto in tempi non sospetti, come ha spiegato Moro: "Risale a cinque anni fa. Era rimasto nel cassetto insieme ad altri quindici pezzi. È andato in stampa in tempi non sospetti, più di un mese fa. Anzi, la storia di Noemi mi ha penalizzato. Barabba doveva essere il singolo che anticipava l’album poi dopo tutto questo clamore ho dovuto rinunciare".
Ma sia chiaro: "Il mio riferimento non è a Berlusconi ma al presidente del consiglio in quanto simbolo del potere, quindi anche a quello che lo ha preceduto e a quello che verrà dopo. E poi Silvio non si incazza mai, sono io che mi devo arrabbiare con lui. Pagherei per passare una serata con lui: io con la chitarra come Apicella e intonare Barabba insieme. Sono sicuro che si divertirebbe".
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