Amy Winehouse resta in ospedale

Resterà in ospedale per qualche giorno Amy Winehouse che, dopo essere svenuta in casa, era stata immediatamente soccorsa e portata alla London Clinic.

A dichiararlo è stato il suo portavoce Chris Goodman che ha detto: "Amy starà qui per un po’. I medici non sono ancora sicuri di cosa sia successo e gli esami non hanno portato ad alcun risultato".

E la diagnosi dei medici è stata tutt’altro che benevola: "Amy sta morendo, o smette immediatamente di bere e di assumere sostanze tossiche, oppure non ci sarà più niente che potremo fare per mantenerla in vita", hanno detto i medici aggiungendo che "questi mancamenti sono ancora lo strascico dell’overdose della scorsa estate. È stata fortunata a riprendersi ieri, la prossima volta è probabile che non si rialzi più. E in ogni caso il suo cervello sta subendo danni che potrebbero essere permanenti. Deve stare a riposo per sei mesi almeno e soprattutto lontana dalle tentazioni. È da irresponsabili continuare a metterla sul palco, come stanno facendo quelli del suo team". 

Appare ormai chiaro che la salute della Winehouse è tutt’altro che perfetta a dimostrazione che la performance di Lisbona dello scorso 27 maggio, giudicata un fiasco dai fan, dai media e dalla cantante stessa, è stata probabilmente la manifestazione evidente di un malessere generale.

Malessere di cui sono apparse come manifestazioni evidenti le fasciature che la cantante ha esibito sul palco di Lisbona, quasi a voler ricordare a tutti che la sua psicosi maniaco-depressiva (diagnosticatale dai medici) è stata tutt’altro che una fase passeggera.

Una situazione non facile da gestire per Amy Winehouse, ossessionata da sè stessa, dalla sua vita, dalla celebrità e da quei media che, specialmente in Inghilterra, non le danno tregua e ogni giorno la sbattono in prima pagina come mostro da cui scappare ma grazie al quale fare soldi.

Il tempo e il referto medico diranno se per Amy è giunto davvero il momento della Rehabn da lei tanto esorcizzata e già cantata più di un anno fa oppure se la buona volontà e una minore pressione mediatica riescano a fare dei miracoli.