Angelina Jolie si schiera con Bush

Si proclama sostenitrice di Obama ma scrive una lettera al Washington Post in cui si schiera contro il ritiro immediato delle truppe Usa dall’Iraq: lei è Angelina Jolie che, appena rientrata dalla seconda visita in Iraq in sei mesi come ambasciatrice di buona volontà dell’Alto Commissariato Onu per i Profughi, ha scritto questa lettera per dare la sua testimonianza diretta.

"L’America ha l’obbligo morale di aiutare le famiglie sfollate. Oltre due milioni di iracheni sono rifugiati nel loro stesso Paese, senza casa, lavoro, cibo, medicine e acqua potabile. Il 58% hanno meno di 12 anni", scrive la Jolie che aggiunge: "abbiamo un serio interesse di sicurezza nazionale a lungo termine nel porre fine a questa crisi. Gli Stati Uniti non possono permettersi di correre il rischio che oltre quattro milioni di poveri e sfollati nel cuore del Medio Oriente esplodano in una violenza disperata, consegnando l’intera regione a un’ulteriore spirale di caos".

Un vero e proprio atto d’amore nei confronti della politica di Bush e di McCain quello di Angelina Jolie secondo cui gli Usa non possono permettersi "di sperperare i progressi fatti" riferendosi chiaramente al surge, la strategia dei rinforzi varati nel gennaio 2007 dall’amministrazione Bush.

"Quando ho chiesto ai soldati se volevano tornare a casa il più presto possibile, mi hanno risposto che hanno nostalgia, ma che hanno investito molto in Iraq. Hanno perso molti amici e ora vogliono partecipare al progresso umanitario che finalmente giudicano possibile", scrive ancora la Jolie nella lettera lanciando infine un appello che suona come ufficiale chiedendo "ai candidati presidenziali e ai leader del Congresso" di aumentare "gli stanziamenti a favore degli sfollati iracheni".

"L’Unhcr", conclude Angelina, "ha chiesto 261 milioni di dollari per quest’anno , cioè meno di quanto gli Stati Uniti spendono ogni giorno nella guerra in Iraq".