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18 Dec

De Girolamo-Boccia: l’amore dalle ‘larghe intese’

Gianfranco Mingione - 2 maggio 2013
Gianfranco Mingione
2 maggio 2013
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L’amore di “larghe intese”. Classe 1975 lei, 1968 lui. Parliamo di Nunzia De Girolamo, campana, da pochi giorni Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del Governo Letta e di Francesco Boccia, pugliese, economista, docente universitario e deputato. Fin qui tutto regolare e, l’unica cosa che potrebbe saltare agli occhi di un cittadino italiano, è la loro giovane “età politica”, vista la media nazionale alquanto alta. Ma non è tale aspetto che ha stupito e continua a stupire i media e le persone. A destare stupore è la loro unione sentimentale, nata durante la scorsa legislatura, e che dal 23 dicembre 2011 li vede marito e moglie, genitori di una bimba di nome Gea.

Una cosa normale. La De Girolamo, nonostante sia alla sua seconda legislatura parlamentare, è volto noto in tv e alla radio, per le sue molteplici partecipazioni in veste di agguerrita, ma sorridente, deputata del PdL. Stessa cosa si può dire del democratrico Boccia, dell’uomo che ha perso due volte le primarie del PD in Puglia, al quale è andata decisamente meglio come politico nazionale. Di pari passo con il Governo Monti, hanno sperimentato ciò che in Italia, sempre sul piano politico, sembrava fosse diventata una cosa fuori dal comune, le cosiddette unioni di larghe intese”. Intesa, la loro, che pare reggerà anche nel secondo governo di larghe intese targato Enrico Letta, visto il loro prossimo matrimonio religioso che si terrà quest’anno. Certo è che, quanto accaduto ai due giovani parlamentari, è cosa assai nota tra i giovani, e meno giovani, comuni mortali. Nella società civile ci si unisce sentimentalmente o ci si sposa quasi sempre tra “diversi”: politicamente, per colore, etnia, passioni, hobby e chi più ne ha, più ne metta.

I conflitti sono ben altri, in primis quello di interessi. Ecco che passa in secondo piano cosa è veramente importante, ovvero la valutazione politica e di merito che, tradotto, significa: "chi e perché ti ha nominato ministro e cosa hai prodotto in tale veste". E nel caso di De Girolamo, significa già avere sulle spalle un conflitto di interessi da gestire. Il ministro dovrà vigilare sulla liquidazione del Consorzio Agrario di Benevento, cooperativa diretta da suo padre, Nicola De Girolamo, nota per la produzione dei vini “Cantina del Taburno”. Il Consorzio, nonostante produca ottimi vini, è in liquidazione coatta amministrativa dal 1964 e viene retto da un commissario straordinario nominato dai ministeri competenti. E allora non dovremmo giudicare l’operato della neo ministra per come condurrà questa delicata situazione e le vicende del suo dicastero, anziché valutarla per come porterà avanti la sua unione sentimentale?

Il presidente della COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli), Franco Verrascina, dopo la sua nomina, in una nota ha espresso gli auguri al ministro ricordandole la forte crisi che attanaglia il sistema economico e agricolo dell’Italia: “Bisogna rimuovere i record negativi registrati nel 2012, ridurre significativamente una pressione fiscale arrivata al 52%, restituire potere d'acquisto alle famiglie dopo il crollo, anche qui record, del -4,8%, rilanciare così i consumi e riaprire un ciclo economico virtuoso (…) Per quel che riguarda più specificatamente il nostro campo d'azione formuliamo vivi auguri di buon lavoro al neo Ministro, On. Nunzia De Girolamo, al quale chiediamo un impegno forte in Italia, per contribuire a riportare l'agricoltura al centro dell'economia, e in Europa, partecipando autorevolmente al negoziato sulla riforma della Politica Agricola Comune e operando per portare a casa la migliore PAC rispetto agli interessi del nostro settore agricolo”.

[foto: www.blitzquotidiano.it]

Gianfranco Mingione

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