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Demi Moore e Ashton Kutcher, questione di feeling

dgmag - 14 ottobre 2009
14 ottobre 2009
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La bella Demi Moore, 47 anni portati benissimo, è la protagonista dell’intervista pubblicata dal settimanale A in edicola oggi.

L’attrice parla del suo matrimonio con Ashton Kutcher, 16 anni più giovane di lei di cui dice: "lui è molto uomo, non un ragazzo. È probabilmente più vecchio, aperto e maturo di tanti quarantenni e cinquantenni che ho incontrato".

Dice di non temere che con gli anni la differenza di età si noterà sempre di più consapevole del fatto che "è vero che il tempo scorre. Ma io penso che ne passiamo anche troppo a preoccuparci di quello che potrebbe succedere. Dove sto andando? Cosa dovrei fare? Così ti perdi il bello di dove sei ora, e stai progettando una paura, quasi te la stai creando. Non so cosa succederà fra 5 o 10 anni, può succedere di tutto, ma se io sono connessa con la realtà, come lo sono ora, questo ci fa crescere, questo è più reale di tante fantasie che puoi farti. Del resto l’eccitamento fisico dell’amore è solo parte della vita di una coppia. L’un per cento?".

Una donna romantica e con i piedi ben piantati la Moore che aggiunge: "quello che sostiene l’amore non è la fisicità, è quello che c’è fra voi due. Quello che tiene uniti, quando ti svegli vicino accanto alla stessa persona dopo dieci anni, è quello che condividi della tua anima. Bisogna guardare al di là del corpo. Se sei prigioniera del desiderio di perfezione e non guardi oltre, se ti paralizzi pensando che scapperà via con una ventenne migliore di te, inutile andare avanti. Io non ho vent’anni, quindi non posso far altro che tirare fuori la parte più verginale che c’è in me. E sembra che a lui piaccia molto".

Dice di essere una madre severa perchè "se vieni da una famiglia privilegiata come la nostra è importante sapere di avere guadagnato quello che hai. La gente non ti da’ niente, meglio conquistarsi il proprio spazio, così sai quello che ti aspetta prima di uscire nel mondo. Il mondo non è sempre glamour, i giovani spesso vorrebbero tutto, subito e gratis, ma non è così. Ci vogliono regole".

Poi parla di Internet e sociale network dichiarandosi appassionata di Facebook: "Facebook è carino, ma è più privato. Twitter è aperto a tutti. In Faceboook ho un fans club e un account con un altro nome. Ma è solo per la famiglia e gli amici strettissimi, non più di 20 persone. Qui fra un po’ raggiungiamo i due milioni".

Non si sente mai spiata? "Conosco chi mi segue, non sono borghesi, non indossano la cravatta, è gente della strada. So che la stampa mi spia, ma con Twitter posso essere reattiva, rispondere subito a quello che dicono e scrivono su di me. Li indirizzo, li tengo sotto controllo. E così mi sento molto più potente: questo cambia completamente tutta la relazione fra me e la stampa. Perché penso che loro possono sì pubblicare le foto dei paparazzi, ma anche quelle che pubblico io. Per esempio quella ormai famosa senza un dente. Ashton mi diceva, non farlo non farlo…Poi lui ha postato la sua foto con i capelli rasati alla moicana, anche quella in mutande… almeno ne ha scelta una buona. La cosa divertente è che stavo stirando col vapore un suo vestito, e imprecavo perché la macchina non funzionava".

Grazie a Twitter e Facebook la Moore è riuscita a tirar su un documentario in cui racconta il problema della fame in America, un problema spesso poco avvertito: "questo problema esiste da tempo, ma nessuno prima se ne preoccupava. Anch’io ho sempre avuto l’impressione di vivere in un paese ricco, finché non sono stata coinvolta da questa causa. Ora, con la crisi economica, i numeri aumentano. Non parliamo di homeless, di barboni: è gente che ha un lavoro ma non ce la fa a sfamare la famiglia. Poi c’è la grande tragedia delle madri single con figli, molti di questi bambini riescono a mangiare un pasto solo a scuola. Ma durante l’estate, quando le scuole sono chiuse?".

Infine una battuta politica, quando l’intervistatore le chiede se si rende conto che molti italiani vorrebbero Obama al posto di Berlusconi: "ognuno ha il suo turno per essere imbarazzato dal proprio capo di stato. Ora è il vostro. Ma non c’è da disperarsi, il mondo va su e giù, forse l’Italia troverà il suo Obama".

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