Fotopoli, la politica alza la voce

Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sui ricatti a vip e politici che vede coinvolti Fabrizio Corona e Lele Mora.

E in maniera bipartisan anche la politica, pesantemente messa in mezzo dalle accuse, si schiera a favore delle vittime dei ricatti, vittime anche delle intercettazioni bollate da tutti i politici come “l’ennesima barbarie” all’interno dello scandalo.

A far scoppiare il caso è stato Il Giornale che ha riportato alcune intercettazioni telefoniche e fatto il nome di Silvio Sircana, portavoce del Governo Prodi, come la persona fotografata da un paparazzo di Fabrizio Corona in una strada di Roma abitualmente frequentata da transessuali.

Max Scarfone, il paparazzo che per conto di Fabrizio Corona avrebbe scattato le fotografie compromettenti di Silvio Sircana, ha smentito categoricamente tutto: “ho fotografato Sircana al ristorante Il Bolognese di Roma ma non l’ho pedinato fino al viale dei trans dove, secondo alcuni giornali, sarebbe stato fotografato. Se ci sono, quelle foto non le ho fatte io ma altri. Quanto all’intercettazione tra me e Corona si trattava di una conversazione scherzosa poiché sapevo della fame di scoop che muoveva Fabrizio”.

A far sentire la sua voce è stata anche Barbara Berlusconi, la figlia piccola dell’ex premier che ha dichiarato: “le notizie apparse in questi giorni sulla stampa a mio carico, nell’ambito della inchiesta in corso a cura del Pubblico Ministero di Potenza dott. Woodcock, mi hanno sorpreso e profondamente amareggiato. Non sono stata ricattata in quanto non ero ricattabile; ho già chiarito in sede testimoniale di avere acquistato, del tutto liberamente, delle fotografie poiché erano brutte, peraltro mi ritraevano in un momento della mia vita privata in compagnia di amici mentre stavo ridendo e scherzando con loro e salutando uno di essi, come credo normale alla mia età”.

Anche David Trezeguet ha dichiarato che “nelle fotografie non c’era niente di male. Era tutto quello che magari ci potevano costruire intorno” sostenendo che davanti al ricatto non aveva scelta ed ha pagato Corona.

Ma l’inchiesta va avanti e i magistrati sono convinti che all’estero ci sia un archivio segreto con le foto dei ricatti contenente soprattutto immagini legate a personaggi della politica.