I calciatori di serie A vanno dal gigolò? Scoop di Victory

E’ un giocatore professionista dell’ex serie C a testimoniare una verità tabù: una dozzina di calciatori di serie A sono suoi clienti.

Popolari, anche arruolati in nazionale, spesso sposati, si concedono più di un bacio gay con un italian gigolò, che si racconta mantenendo l’anonimato in un servizio di Victory, programma di approfondimento sportivo in onda questa sera su La 7 subito dopo Le Invasioni Barbariche.

L’autore dell’intervista è Paolo Colombo, giornalista e conduttore del programma nonché fresco di outing gay.

L’intervistato è una ragazzo di 25 anni con una doppia vita, da una parte fidanzato con una ragazza che non sa (per questo non vuole farsi riconoscere), dall’altra escort per belli nel pallone: "vendo le mie prestazioni a giocatori di squadre importanti, ho circa 30 clienti calciatori, una dozzina di serie A, ce ne sono alcuni, non tanti. In tre occasioni mi hanno chiesto di fare l’amore in gruppo. Con più giocatori della stessa squadra, ma anche con amici di formazioni diverse. E’ solo una questione sessuale, niente parole. Tengono molto alla privacy e hanno paura di essere scoperti e di scoprirsi. Solo uno ha raccontato di sé, si è lasciato andare. Lo sanno che gioco anch’io, ma non vengo richiesto per questo. Mi chiamano per una questione di delicatezza, preferiscono una cosa soft. Sono più attivi che passivi. Molti di loro sono bisex, hanno bisogno di una facciata rispettabile. Nella divisione dove gioco io è capitato che alcuni giocatori si dichiarassero privatamente e di fare sesso nello spogliatoio, correndo il rischio, ma per fare un passo pubblico bisogna avere molto coraggio. In Italia nessun calciatore del campionato ammetterà mai di essere gay, almeno non ora. Ci sono troppi condizionamenti sociali, e forse è giusto così".

I calciatori arrivano al gigolò di turno tramite il passaparola, visto che frequenta imprenditori e professionisti diventati suoi clienti fissi. Le modalità degli incontri non prevedono mai l’abitazione privata, poiché si svolgono quasi sempre in albergo o a casa di amici. Negli hotel la scusa è quella di un documento da ritirare o di un autografo da far firmare, così da non farsi registrare.

  

Il prezzo dipende dal contesto e dal tempo, ma varierebbe dai 500 a 2000 euro: se si tratta di restare tutta la notte, cosa rara, la tariffa sale.

Nessuno ha mai protestato contro costi troppo alti; le regole del gioco sono queste e vanno rispettate sempre e comunque.