L’Onu contro Kate Moss e Amy Winehouse

Antonio Maria Costa, il direttore esecutivo dell’Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine), ha criticato senza mezzi termini il comportamento di Kate Moss e Amy Winehouse in merito alle sostanze stupefacenti.

Intervistato dall’Observer, Costa ha dichiarato che le due star rappresentano un cattivo esempio per le nuove generazioni e "non solo danneggiano i loro nasi e cervelli ma influiscono negativamente anche sull’Africa dove passa il 25% della cocaina destinata all’Europa".

Il direttore esecutivo dell’Unodc si è rammaricato che l’impegno degli idoli musicali o degli attori come Bono o Bob Geldof sia minato dal rapporto con gli stupefacenti di altri vip come Kate Moss, filmata in procinto di sniffare cocaina nel 2005, o Amy Winehouse che ha iniziato l’ennesima cura disintossicante dopo essere stata ripresa mentre stava per assumere, lo scorso gennaio, crack.

Costa si è scagliato anche contro i media, responsabili di mitizzare le due star senza preoccuparsi minimamente del loro impatto sui giovani di tutto il mondo.

Immediata la reazione di un portavoce di Amy Winehouse che ha respinto le accuse sostenendo che la sua protetta non si è mai espressa sulla droga, che non ne ha mai difeso l’uso e che "ha avuto dei problemi e tenta di uscirne".

Anche Philip Emafo, dell’International Narcotics Control Board (INCB), si è scagliato contro l’eccessiva indulgenza con la quale vengono trattate le celebrità che fanno uso di droga sostenendo che "quando le celebrità fanno uso di droghe illegalil’abuso di sostanze narcotiche diventa affascinante mentre in realtà rappresenta un reato che deve essere punito".