La Cucinotta: amo essere un sex symbol

Maria Grazia Cucinotta ha rilasciato un’intervista esclusiva al settimanale Tu raccontando di come ci si sente ad essere considerata un sex symbol.

"Essere considerata un sex symbol? Finchè dura mi piace da morire. Ed è qualcosa che riesci a gestire se sei intelligente"
, dice la Cucinotta, alle prese con il film Uranya del quale dice: "non è stato molto difficile mettersi nei panni di una prostituta: mi ci vuole un secondo per andare sopra le righe, è contenermi che costa fatica. E’ stato difficile invece recitare in greco: l’ho scoperto la mattina che sono arrivata sul set. Nessuno parlava inglese".

A Tu la Cucinotta ha parlato anche del suo rapporto con la celebrità e con Festival di portata internazionale come quello di Cannes: "il Festival è un posto incredibilmente glamorous, ma mi mette un’ansia pazzesca. Detesto il caos e dover percorrere il tappeto rosso mi manda in tilt. Mi sono fermata solo qualche ora: il tempo di promuovere l’Ischia Film Festival, del quale sono madrina, e tornarmene a casa di corsa".

Infine i suoi nuovi progetti: "io e mio marito abbiamo prodotto L’imbroglio nel lenzuolo, diretto dal regista messicano Alfonso Arau, che uscirà a fine anno. Lui si è occupato della parte finanziaria. Un progetto ambizioso e costoso, in cui abbiamo messo denaro nostro. E poi, Io non ci casco, un film low budget con giovani attori non professionisti".