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18 Dec

Michael Jackson è stato ucciso?

dgmag - 16 luglio 2009
16 luglio 2009
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Prende sempre più corpo, almeno a sentire i media americani, l’ipotesi che Michael Jackson sia stato ucciso.

Tmz, il solito sito che ha seguito tutte le fasi seguenti alla morte della star e che ha fornito importanti e interessanti notizie in anteprima, sostiene che la polizia di Los Angeles abbia inquisito formalmente per omicidio il cardiologo personale di Jackson, Conrad Murray, l’unico che era con lui nelle sue ultime ore di vita.

"Gli indizi convergono sull’anestetico Propofol come causa principale della morte di Jackson", sostengono le "molteplici fonti" interpellate da Tmz secondo cui esisterebbero anche "numerose prove" che è stato il dottor Murray a somministrare a Jackson il Diprivan, nome commerciale dell’anestetico Profofol usato negli ospedali prima degli interventi chirurgici ma di cui è vietata la vendita ai privati.

Secondo l’Hollywood Reporter nel mirino della polizia di Los Angeles sono finiti anche il suo dermatologo Arnold Klein, Neil Ratner, un anestesista che lo accompagnava nelle sue tournee negli anni Novanta e Stuart Finkelstein, un californiano specializzato nelle star.

Secondo il sito The Examiner, la notizia diffusa da Tmz sarebbe "prematura" perchè "anche se gli inquirenti posseggono prove che il dottor Murray ha somministrato a Jackson il potente sedativo responsabile della sua morte, ciò non significa che Murray sarà incriminato per omicidio. La morte in questo caso sarebbe il risultato di negligenza più che di premeditazione, come sostengono invece i famigliari di Jackson".

Interpellato da Access Hollywood il portavoce della polizia di Los Angeles Tenesh Dobine ha smentito Tmz sostenendo "sono semplicemente frottole".

E anche Tito, uno dei fratelli Jackson, in un’intervista al Daily Mirror, dice che il cantante ha fatto di tutto di nascondere la sua dipendenza dai farmaci: "un giorno iamo entrati in casa sua e abbiamo discusso con lui. Gli abbiamo chiesto se era vero che faceva uso di droghe e lui ha continuato a negare. Ha detto che stavamo esagerando. Abbiamo cercato di parlargli altre volte ma il suo staff ci ha sempre tenuto fuori. Non ho mai capito se stavano semplicemente facendo quello che gli era stato chiesto o se facevano parte di una specie di complotto".

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