0 Shares 13 Views 3 Comments
00:00:00
12 Dec

Michael Jackson si confessa: la mia vita dedicata ai bambini

LaRedazione
28 settembre 2009
13 Views 3

Venerdi sera il “Today” della NBC, presentato da Meredith Vieira, ha avuto un ospite molto speciale: Michael Jackson.

Come già anticipato in questo articolo, Michael Jackson ha registrato, prima del 2001, un’intervista con il suo amico e confidente Shmuley Boteach, circa 30 ore di conversazione che saranno pubblicate in un libro e che al Today sono state ascoltate per la prima volta.

L’intenzione di Jacko era quella di mettere a nudo la sua anima, fare in modo che la gente potesse andare oltre le apparenze ed il personaggio creato dalla stampa e dai media in generale.

Nell’intervista, Michael Jackson racconta della sua infanzia, vissuta nella paura del padre e sottomesso dalla sua violenza. Ma ciò che lascia veramente sconcertati è ascoltare la voce di un uomo che odiava crescere, che ha cercato di rivivere la sua infanzia perduta circondandosi di bambini, di giocattoli e giostre. Michael-Peter Pan ha confessato che “se non fosse stato per i bambini, avrei scelto la morte”.

E forse proprio il suo amore per i bambini è stato il punto dolente della sua carriera. Accusato di pedofilia, Michael Jackson ha subìto denunce, insulti ed ingiurie da coloro che ne hanno fatto un mostro.

Ma, come lui stesso afferma ”prima di me ci sono stati Henry Belafonte, Sammy Davis e Nat king Cole, la gente amava la loro musica, ma loro non venivano adulati. Le donne non piangevano per loro. Io sono stato il primo a rompere il ghiaccio in questo senso, il che ha scatenato l’invidia dei colleghi e della stampa, da cui sono nate le storie su di me, sulla mia stranezza, sul fatto che fossi gay, che vivevo in una camera iperbarica. Tutto ciò che poteva mettermi la gente contro

La verità non la sapremo mai, perché purtroppo il dubbio è difficile da cancellare, ma ascoltare dal vivo le parole dell’uomo che voleva restare bambino potrebbe far nascere anche nei malpensanti il dubbio opposto, e cioè che il Peter Pan del 2000 amasse i bambini perché, come dice lui stesso:” Nei bambini vedo la bellezza. Per me sono tutti belli, li amo tutti, e tutti allo stesso modo”.

Certo, in un mondo in cui la paura ed il sospetto regnano sovrani, è difficile credere che un uomo adulto che si comporta come un bambino e si circonda di bambini sia completamente innocente. Ma forse la sua vera malattia era invecchiare, diventare adulto” Vorrei tornare indietro ed essere per sempre un bambino che non cresce, come Peter Pan” e continua, piangendo ” la felicità e la gioia che vedo nei loro occhi mi hanno salvato la vita, non scherzo Shmuley”.

Michael si sentiva il padre di tutti i bambini del mondo, perché attraverso loro poteva rivivere l’infanzia perduta “quando vedo un genitore che tratta male un bambino, ovunque io mi trovi, scoppio a piangere e a tremare, perché mi ricordo di come sono stato trattato io”.

E ancora parla del suo rapporto con le donne, con la madre che lui stesso definisce “come Madre Teresa”.

Ascoltare la sua voce ad occhi chiusi, senza essere condizionati da ciò che il mondo ha detto di lui negli anni, è come ascoltare la voce di un bambino racchiuso nel corpo di un adulto.
Ma, purtroppo, l’interrogativo rimarrà per sempre.

Ecco una parte dell’intervista

Vi consigliamo anche