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14 Dec

Nicola Legrottaglie contro i gay, l’aborto e la fecondazione artificiale

18 marzo 2009
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Che fosse evangelista e praticante convinto lo sapevamo tutti ma con l’uscita della sua prima biografia,  Ho fatto una promessa perché la fede ha cambiato la mia vita, Nicola Legrottaglie, difensore in forza alla Juventus e alla nazionale italiana, si mette davvero a nudo e parla di  gay, l’aborto e fecondazione artificiale.

Intervistato da Vanity Fair il calciatore pugliese si dice acceso sostenitore dei valori cristiani ed evangelici ed innamorato, almeno per ora, solo di Dio e nel suo libro-autobiografia parla anche di omosessualità.

"Oggi viene vista come una moda, una maniera come tante di essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che, sia maschile che femminile, è peccato. Ma le mie riunioni del lunedì sono aperte anche ai gay".

"Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che è peccato", si legge nel libro citato da La Stampa. "Da etero e cristiano consiglio ai gay di leggere la Bibbia. E per quelli che vorranno le mie riunioni del lunedì sono aperte. Un gay che oggi ha moglie e figli la dice lunga".

Poi la sua visione sulla fecondazione artificiale: "fecondare in laboratorio è qualcosa di fantascientifico e la prima immagine fredda che mi viene in mente pensando a certi luoghi è soltanto la morte, laboratori dove appunto tutto è conservato in frigoriferi speciali. Giocare al piccolo chimico con la vita, con quella parolina che spetta solo a Dio, mi fa molta paura".

"Io credo nell’importanza della castità e del preservare il corpo", continua il difensore che sostiene di non andare oltre il bacio con una ragazza anche se in passato le cose sono state diverse.

Intervistato su Diva e Donna, Legrottaglie aggiunge anche che "le ragazze, la velina, la bella macchina, le discoteche non mi bastavano più, ho passato un momento difficile e gli amici, quelli che si presentavano come tali mi voltavano le spalle. Ho chiesto: chi sono, dove vado, perchè devo morire? Nella Bibbia e nel Vangelo ha trovato la risposta. Oggi vivo con la Fede, in castità, cerco la ragazza giusta, ma deve essere credente come me".

Un passato che profilava un passaggio del giocatore alla squadra turca del Besiktas, sfumato per questioni burocratiche ma che secondo Legrottaglie fu un chiaro segno divino, legato alla possibile compromissione della sua fede a contatto con la religione musulmana.

"Credo che la fede sia un po’ come il calcio", scrive nell’ultimo capitolo del suo libro. "Se non ti alleni non combini nulla. La fede va coltivata, lo spirito deve essere allenato, altrimenti per il Diavolo è facile insinuarsi e vincere. Il Male gioca in contropiede. Un cristiano di fede solida deve saper tenere alta la linea difensiva e lasciarlo sempre in fuorigioco".

Chissà cosa farà Nicola Legrottaglie quando lascerà il calcio…

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