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15 Dec

Raoul Bova accusato di evasione fiscale: il fisco sequestra 1,5 milioni di euro

LaRedazione
25 settembre 2013
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Ammonta ad oltre un milione e mezzo di euro il valore dei beni appartenenti a Raoul Bova di cui la Procura di Roma ha disposto il sequestro preventivo. Si tratta, in particolare, di tre immobili di sua proprietà, due a Roma e uno a Rieti.

L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, ed è stata coordinata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani. “E’ accanimento” ha protestato l’attore, sostenendo l’assurdità di tale procedimento: il sequestro,infatti , non avrebbe alcuna ragione di esistere, in quanto lui sta già provvedendo a pagare le somme dovute in accordo con l’Agenzia delle Entrate.

Il debito fiscale, ha aggiunto l’attore, sarebbe inoltre molto meno ingente rispetto al valore dei beni sequestrati. Bova è attualmente indagato per evasione fiscale a causa di alcuni costi che avrebbe illegalmente trasferito sul conto della “Sanmarco srl“. La società, che si occupa dei diritti d’immagine dell’attore, è gestita dallo stesso Raul Bova e da sua sorella (che posseggono rispettivamente il 20% e l’80% delle quote) e gode di un’aliquota agevolata, motivazione all’origine dell’accusa di frode fiscale.

In cinque anni, dal 2005 al 2010, Bova avrebbe così evaso quasi 700 mila euro, ragion per cui i Pm hanno richiesto la confisca dei suoi beni per oltre un milione e mezzo. Inizialmente, la procura aveva chiesto un “sequestro preventivo per equivalente”, ma il Gip aveva respinto tale istanza perché la condotta dell’attore non mostrava rilievo di carattere penale; gli illeciti di Bova, secondo il giudice, erano da considerarsi perseguibili solo con mezzi amministrativi.

Il successivo ricorso in Cassazione, invece, ha accettato le ragioni della Procura ed ha disposto la riapertura del caso per valutare se nell’illecito a carico di Bova potesse effettivamente esserci rilevanza penale. L’approfondimento delle indagini ha stimato in 1,5 milioni di euro la cifra complessiva che, aggiornata e accresciuta da tutti gli interessi del caso, l’attore dovrà versare allo Stato.

Da parte sua, Bova si dichiara fiducioso riguardo all’esito finale degli accertamenti. In sua difesa, l’attore ha riferito di non avere alcuna responsabilità diretta nella vicenda e di aver scoperto solo prima dell’estate che i suoi amministratori avevano commesso degli errori di cui ora paga le conseguenze. E conclude sperando che tutto si risolva al più presto, per poter tornare con serenità al suo lavoro.

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