Spears, lo zio racconta il calvario

Neanche della famiglia può fidarsi Britney Spears le cui "avventure" sono state raccontate dallo zio in un’esclusiva intervista rilasciata al Sun.

Secondo lo zio William Spears, che vive in un camper nei pressi di Kentwood, in Louisiana, Britney ha iniziato ad avere problemi con l’alcol all’età di 13 anni, quando presentava il Michey Mouse Club, e di essere passata alle droghe un anno più tardi diventando una tossicodipendente e provando di tutto, dalla cocaina all’ecstasy.

"Io non sono solo un amico di famiglia o qualcuno che dice di conoscerla perché io ho vissuto qui e ho visto tutto quello che è successo. Una volta Britney mi invitò in Florida per un party con quelli del Mickey Mouse Club, dove c’erano anche Justin Timblerlake e Christina Aguilera e ho visto che i ragazzi erano ubriachi persi. Mentre gli adulti parlavano, loro andavano in bagno a scolarsi una bottiglia di gin", ha dichiarato zio William.

Ma l’uomo è anche convinto che i problemi della nipote fossero cominciati molto prima: "suo fratello Bryan era la star della squadra di football della scuola e loro andavano a tutte le feste, dove giravano alcool e droga, soprattutto marijuana e Britney ha cominciato a fumare a 14 anni. Le cose sono poi peggiorate quando ha iniziato a diventare famosa e a capire che tutti facevano quello che voleva".

"Nella famiglia di Britney sono tutti dei bevitori incalliti e suo padre, mio fratello Jamie, è uno dei peggiori, perché è capace di bere dalla mattina alla sera e la ragazza lo ha sempre visto con la bottiglia in mano", ha aggiunto lo zio di Britney, malato di tumore al polmone.

Per questo, ha rincalzato William, "Britney è cresciuta credendo che non ci fosse nulla di male nel bere e che si può vivere con un problema di alcolismo".

C’è da dire che proprio lo zio William è reduce da una seria tossicodipendenza dalla quale dice di essersi liberato 4 anni fa: "so che ha preso cocaina per il suo 18esimo compleanno perché io ero lì con lei. Stavamo facendo una festa a casa e l’ho beccata mentre si faceva una striscia giusto pochi istanti prima che me la facessi io e abbiamo anche fumato insieme. La droga è entrata così prepotentemente nella sua vita dopo che si è trasferita a Los Angeles e sono convinto che, insieme con l’alcool, le servisse per sopportare la pressione a cui era sottoposta e per sfuggire alla realtà. Pensavamo che il matrimonio e i figli potessero aiutarla a rimettersi in carreggiata, ma è successo il contrario".

Sono due gli eventi che hanno comunque plagiato la Spears secondo lo zio: la precaria situazione in famiglia ("una volta, Britney avrà avuto 5 anni, eravamo ad un barbecue e io e suo padre ci siamo picchiati perché lui, che era ubriaco fradicio, voleva portare via la bambina in macchina e io ho cercato di impedirglielo. Ce le siamo date davanti a Britney, che piangeva disperata") e soprattutto la morte della nonna Emma Jean, che nel 1966 si è sparata un colpo al cuore a 31 anni dopo aver perso il figlio nato appena tre giorni prima.

"Britney porta il suo stesso nome (la popstar si chiama, infatti, Britney Jean Spears, ndr) e non poteva credere al fatto che l’avessero chiamata allo stesso modo della nonna suicida. Questa cosa deve aver avuto qualche influenza su di lei, soprattutto adesso che ha perso i suoi figli, e l’ha portata a pensare di esser maledetta. Per questo, ora temiamo che possa fare la stessa fine della nonna".

Infine la chiusura: "Britney è in uno stato mentale penoso e non c’è niente che si possa fare per lei, perché non ascolta nessuno. Ha licenziato tutte le persone che aveva attorno e che si preoccupavano per lei semplicemente perché non vuole avere vicino gente che le impedisca di fare quello che vuole. Da bambina era così dolce, ma la violenza, l’alcool e tutto il resto l’hanno trasformata in quello che vediamo ora. Ma se pensate che abbia ormai raggiunto il fondo, vi sbagliate di grosso. Solo il suicidio è il fondo per Britney".