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11 Dec

Ragazzo americano si salva da un tumore: ‘Io, guarito dalla mano di Benedetto XVI’

LaRedazione
4 settembre 2013
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Un ragazzo americano, Peter Srisch, guarisce da un tumore: “Mi ha salvato Benedetto XVI” ha affermato al network statunitense televisivo Kusa, che per primo si è interessato alla storia di questo giovane ragazzo americano, che ha visto alla sua età di appena diciannove anni la sua vita sconvolta da una diagnosi di cancro. E’ successo quando, lamentando difficoltà ed altri disturbi, gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto hanno evidenziato la presenza di una massa molto estesa nel torace, grande quasi una palla da softball. Era l’evidenza della presenza di un tumore del sistema linfatico, un linfoma non – Hodgkin, arrivato al quarto stadio.

Una diagnosi che ha gettato nello sconforto la famiglia del giovane, ma Peter si è dimostrato ben determinato a non perdere la speranza, ed ha espresso immediatamente un desiderio: andare in pellegrinaggio a Roma per incontrare papa Benedetto XVI. La volontà di Peter è stata esaudita dalla famiglia, che ha organizzato il viaggio in Vaticano ed è riuscita a fare in modo, grazie all’intercessione dell’associazione ‘Make a Wish’ che si spende per realizzare i desideri dei giovani malati oncologici, che il ragazzo incontrasse di persona Joseph Ratzinger. Un incontro che Peter ha definito illuminante, sentendosi immediatamente investito dalla grande umiltà ed umanità del Papa, che si è dimostrato molto attento al suo dramma, ed ha promesso di pregare per lui anche quando sarebbe ripartito alla volta degli Stati Uniti. Mentre Peter raccontava a Benedetto XVI della sua esperienza nella malattia, il Papa ha premuto una mano sul suo petto, senza sapere dove si trovasse la massa, ma il ragazzo ha assicurato che la pressione delle mani del Papa si è impressa proprio nel punto esatto dove si trovava il tumore.

A un anno di distanza, la massa è sparita e Peter è guarito, ed il giovane attribuisce il merito della sua miracolosa ripresa a Benedetto XVI, e a quella mano sul suo petto. Un’esperienza che sta ora diventando uno dei casi più discussi della rete, e sulla quale Peter sta rilasciando molte interviste e testimonianze. Ora il ragazzo ha appena iniziato il secondo anno all’università, ma ha già espresso la ferma volontà di diventare sacerdote, per consacrare la sua vita a Dio che, tramite Papa Benedetto XVI, ha lavorato per la sua guarigione anche quando sembrava che non ci fosse ormai nulla da fare. Al di là delle discussioni in merito, si tratta di una storia che pone l’accento sull’umanità ed il profondo senso della fede di Papa Ratzinger, uscito di scena in punta di piedi dopo il suo Pontificato, ma che viene ricordato dai fedeli come figura schiva ma rassicurante, e soprattutto capace di slanci di grande umanità e disponibilità verso i fedeli.

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