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13 Dec

Daniel, 14 mesi con il singhiozzo dopo una sbornia: ‘Non va più via’

LaRedazione
6 settembre 2013
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Un addio al celibato; alcune goliardate con gli amici; qualche birra di troppo: forse non è propriamente il programma della serata più edificante che ci possa  essere, ma certo nulla di trascendentale e, almeno per quanto riguarda le birre, nulla che Daniel Clavin, trentasettenne irlandese di Roscommon, non avesse fatto altre volte.

Solo che il post sbornia che si mette in conto in queste occasioni si è rivelato un vero incubo inaspettato e impensabile, che da 14 mesi ormai non concede tregua a Daniel. Già, perché dalla mattina successiva alla festa di addio al celibato, il signor Clavin si è svegliato con un singhiozzo che non va più via in nessuna maniera.
Un singhiozzo che, al di là della persistenza che ormai dura da oltre un anno, è anche particolarmente forte, provocando persino, a volte, rigurgiti e svenimenti. Le conseguenze, va da sé, sono davvero limitanti e fastidiose, dato che anche il riposo notturno diventa una questione molto complicata.
Naturalmente, Daniel ha sperimentato tutti i metodi possibili e immaginabili, da quelli classici come trattenere il fiato, bere acqua a piccoli sorsi, bere succo di limone, farsi spaventare inaspettatamente; a quelli più originali che, si dice, dovrebbero funzionare per smettere di singhiozzare: per esempio bere acqua a testa in giù, annusare pepe e peperoncino per provocare uno sternuto (che è incompatibile con il singhiozzo). Il tutto senza ottenere, fino ad oggi, alcun risultato.

Non sono mancate anche le visite mediche e gli esami specialistici, ma nessun medico è riuscito a individuare la causa del problema e tanto meno una possibile soluzione. Anche i farmaci come tranquillanti e simili, infatti, sembrano non avere effetto o, al massimo sembrano poter calmare il singhiozzo solo per limitati periodi di tempo.
Consapevoli che il singhiozzo può anche essere sintomo di problemi più nascosti, una delle ultime carte a disposizione dei dottori è una tomografia a risonanza magnetica, ovvero l’esame che permise, qualche tempo fa, di individuare la causa del singhiozzo del ventinovenne Shris Sands, che per tre anni non riuscì a smettere di singhiozzare. Purtroppo, nel suo caso, la risonanza evidenziò un tumore al cervello, di cui il singhiozzo era un iniziale sintomo. Daniel, sposato e padre di due figli di tre anni e dieci mesi, spera che la sua diagnosi non sia così grave, ma che ugualmente possa aiutarlo a trovare una soluzione per una situazione che, come lui stesso ha detto in un video postato su YouTube che ha reso la sua vicenda nota in tutto il mondo, gli sta letteralmente rovinando la vita.
La speranza è anche quella di non dover fare come Charles Osborne, entrato nel Guinnes dei Primati per un singhiozzo durato 68 anni.

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