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14 Dec

E’ morto Schoep, il cane con l’artrite che ha commosso il web

LaRedazione
22 luglio 2013
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Era l’agosto del 2012 quando la foto di Schoep, il pastore tedesco che curava la sua l’artrite bagnandosi nelle acque del Lago Superiore, nel Wisconsin, commosse il mondo del web. Oggi Schoep non c’è più e il mondo (del web o meno) è più triste. Triste perché è venuto a mancare qualcuno che, pur non conoscendo, speravamo riuscisse a sopravvivere al suo male. Le acque del Lago Superiore, quasi fossero una moderna Lourdes, purtroppo non sono bastate. L’artrite se l’è portato via, ma questa maledetta malattia che deforma le ossa e il corpo non può offuscare il ricordo che, in tanti di noi, l’immagine di questo cane, questa meravigliosa creatura che si adagiava sul collo del suo padrone cercando cura e tenerezza ha suscitato nel nostro cuore.

In un mondo sempre più globale ma indifferente alle emozioni e alla gioia, la figura di Schoep merita di entrare nell’immaginario collettivo. La sua battaglia è stata anche la nostra, perché tutti cerchiamo di combattere le malattie. La cosa incredibile di Schoep era l’umanità assoluta che la sua figura riusciva a trasmettere: la sua lotta per lenire il dolore, in fondo, ci accomuna, perché quante sono le persone care, gli amici o i parenti, cui abbiamo sostenuto, spingendoli a lottare e a non abbattersi? E un pensiero adesso, inevitabilmente, va anche al suo padrone che ha perduto un amico fedele.

E mentre questa notizia ci ha lasciati più tristi, pensiamo alle parole del famoso Amleto shakespeariano: ‘Morire, dormire, sognare forse?’ Vogliamo che siano loro ad accompagnare il dolce sonno eterno di Schoep, perché siamo convinti che adesso dormirà sicuramente in un posto più sereno, insieme con altri cani, in un mondo dove forse non ci sono più differenze di classi e povertà, un mondo in cui, quando arriva l’estate, nessun amico a quattro zampe rischia di essere abbandonato su un’autostrada.

Un posto dove forse la sofferenza non esiste più. Ora che Schoep non c’è più, pioveranno sul web fiumi di post e dichiarazioni dispiaciute che, ci mancherebbe, sono necessarie ma a esse vogliamo i fatti. Per ricordarlo nel migliore dei modi, e rispettare la figura di questa sorta di eroe moderno che lottava per sopravvivere, bisogna instaurare nella nostra cultura la consapevolezza che gli animali vanno amati e accuditi.

Questa è la vera lezione che Schoep ci ha lasciato. L’unica lezione in un mondo abituato sempre di più alla massificazione, allo spargere i sentimenti in piazza, a odiare l’altro, dove la crisi economica e dei valori umani stanno rendendo questa vita apparentemente più inattuale. Grazie a Schoep cercheremo di salvaguardare nei nostri ricordi la sua figura e, ne siamo sicuri, quando sentiremo abbaiare, i nostri pensieri, sia pure per un attimo impercettibile, ritorneranno a quell’incrocio di pastore tedesco, bello, meraviglioso e incontaminato: quel cane che cercava di lenire il dolore. Una battaglia che era ed è  anche la nostra, una battaglia che Schoep ha vinto.

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