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17 Dec

Ha una rara malattia della pelle: trasforma il corpo in una tela

LaRedazione - 6 settembre 2013
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6 settembre 2013
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Si chiama Ariana Page Russel, trentaquattro anni, di Brooklyn: non è il nome di una pittrice che si sta affermando in questi mesi, né quello di un architetto famoso. Ariana è una ragazza normalissima che ha però una forma rara di dermatite orticaria che gli rende la pelle particolarmente sensibile al tatto. Quando la sua pelle viene toccata, sull’epidermide compaiono irritazioni, con segni che perdurano circa trenta minuti. Il tempo necessario per trasformare il suo corpo in una tela. Proprio così, perché negli ultimi mesi Ariana sta rilasciando video e foto della sua pelle e delle sue “creazioni”. Usando un ferro da calza smussato, crea sul suo corpo scritte e disegni che poi fotografa e lancia sul web, diventando promotrice del suo corpo e della sua arte.

Per me la mia pelle è come una tela, penso sia divertente essere in grado di disegnare su me stessa, mi piace” ammette Ariana. E mentre lei crea le sue opere sull’epidermide, come farebbe uno scultore sul marmo, per alcuni questa è una pratica nuova che incuriosisce, mentre ad altri disgusta. Eppure usare il corpo come arte (anche se in forma ridotta) è una pratica che fanno tutti: tatuaggi e piercing ne sono una dimostrazione.

L’attività di Ariana, quindi, divide le opinioni proprio come farebbero le opere di un artista. Perché francamente ci sentiamo di dire che di arte stiamo parlando. La capacità di creare delle scritte circolari, d’inventarsi epigrafi e disegni sul collo, sui polsi, sulle gambe e lo stomaco è una forma di comunicazione, perché l’arte stessa è comunicazione. E Ariana riesce a usare il disagio di una malattia comunicando artisticamente con il mondo, non male davvero!

E proprio l’anno scorso, per documentare al meglio la sua malattia insieme con le sue creazioni, Ariana ha creato un blog, dove altre persone come lei possono condividere le loro opere, fotografare e girare video sulla loro pelle, mostrando i propri disegni, facendo vedere al mondo che anche da una malattia si può trarre un insegnamento. La storia di Ariana sta aiutando altre persone come lei a mettersi in gioco e a non chiudersi in se stesse, a farsi vedere per come si è. Dopo la scoperta della sua malattia, durante gli anni del college e le tante prese in giro, ha deciso di farsi aiutare da un medico. “Mi prendevano in giro, qualcuno provava un senso di repulsione ma ora sono io che li compatisco” ammette.

E’ curioso che le sue creazioni durino soltanto per pochi minuti, poi scompaiono e il suo corpo diventa di nuovo una tavola liscia su cui plasmare altre invenzioni artistiche. Un’arte su cui investire zero soldi, ma soltanto tanta passione. E poi questa donna riesce a scrivere sulla pelle quello che sembra un diario personale che sta condividendo con tutto il mondo e, se continua così, il suo potrebbe divenire l’unico caso al mondo di “social network vivente”.

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