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11 Dec

‘Signor agente mio papà ha bevuto’. Al volante ubriaco, gli ritirano la patente

LaRedazione
22 agosto 2013
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E’ successo in Liguria, la storia apparentemente anomala di un fermo che si è trasformato in una solida denuncia. Al volante un genitore, uno dei tanti, un uomo sulla cinquantina che tornava a casa insieme al figlio. La polizia stradale si accorge che l’auto sbanda e blocca il veicolo. Cominciano le solite domande di rito. Gli agenti chiedono all’uomo se ha bevuto. Lui nega: “Si tratta solo di un bicchierino” – dice agli agenti – ma è il figlio a incolparlo: “No, ha bevuto tanto e quando beve tanto lui mi picchia“. E’ questo il dialogo secco, conciso che ha portato al ritiro immediato della patente di quest’uomo. L’alcoltest ha mostrato 1,58 grammi di alcol nel sangue.

La voce della verità, come ormai è stato soprannominato questo bambino di sette anni, ha stupito tutta l’Italia per la fermezza con cui ha denunciato il padre. Nessuna omissione, nessun pudore: davanti alla divisa non è riuscito a non affermare la verità. Una verità amara, a tratti crudele, di un padre con il vizio dell’alcol che, incoscientemente, si mette alla guida della sua auto. Un fenomeno che non ci deve sorprendere più di tanto quello degli incoscienti che, in stato di ebbrezza, provocano guai nelle nostre strade. Meno male che questa volta la polizia si è imbattuta in un bambino che ha voluto denunciare il suo stesso papà pur di far trionfare la legalità!

Inoltre è anche un fatto di pudore. Questo bambino ha lanciato un messaggio chiaro contro l’omertà. Gli adulti, per i motivi più disparati, sono costretti a tacere di tanti soprusi e a chiudere un occhio su delle vicende su cui dovrebbero invece parlare e puntare i riflettori al massimo. Pensiamo alla violenza domestica, ai mariti che picchiano le mogli, ai pedofili che, nelle loro case, abusano dei figli o dei figli dei parenti. In una situazione allucinata come questa il bambino di Savona è riuscito a dimostrare che si può anche combattere contro l’omertà e farlo con decisione.

In questa stessa situazione tanti bambini avrebbero aiutato il loro papà, lo avrebbero coperto. Invece con una mossa dettata da una coscienza, davanti alle forze dell’ordine è riuscito a mettere le cose in chiaro. Forse, stanco di vedere il padre in quelle condizioni (oltre a pensare che potesse essere un potenziale pericolo pubblico per la sicurezza stradale) ha pensato bene di denunciarlo.

Un gesto che dovremmo, quindi, onorare e rispettare mai criticare. Per quanti pensino che questo bambino abbia sbagliato ci sentiamo di dissentire decisamente: cosa poteva fare? Forse, stanco anche dei maltrattamenti, questo bambino si è indignato. In tanti dovrebbero cominciare a seguire il suo esempio, non trovate?

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