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11 Dec

In tre sul motorino: uno di loro è un vigile in divisa

LaRedazione
21 agosto 2013
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Diciamocelo francamente. In Italia siamo abituati ai politici che predicano bene e poi razzolano male, che riempiono di tasse i cittadini e poi rubano e usano i soldi pubblici per le loro spese. Siamo abituati a dipendenti statali che timbrano i cartellini ad altri colleghi, oppure, con sicura nonchalance, durante le ore di pubblico ufficio li troviamo in un bar o a fare spese. Niente di nuovo sotto il sole, dirà qualcuno. Come niente di nuovo sarebbe questa notizia che vede tre persone (una donna, un bambino e un uomo) su di uno scooter in giro per le strade di Gaeta, in provincia di Latina.

Ora quello che ha scatenato tanto fermento è che la donna raffigurata nella foto dietro al marito è una vigilessa. Pardon, un ausiliare del Traffico, una dipendente della Soes, una società che nella bella Gaeta si occupa di gestire le tanto odiate strisce blu. Ma ormai il dado è tratto. Che si tratti di vigilessa o di ausiliare poco importa, la legge parla chiaro e in tre su di uno scooter non si dovrebbe andare. Ma, si sa, in Italia il condizionale è diventato un verbo di grande fascino e ognuno ormai fa come gli pare.

Francamente a noi non piace mettere sul rogo nessuno. Quindi chiarito che non si tratta di una vigilessa (che dovrebbe dare l’esempio ai cittadini) ma di una dipendente che comunque ha a che fare con il traffico, anche se in altre forme, ci lascia stupiti ma neanche più di tanto. Come non ci stupiamo che sul web, specie su Twitter, i commenti di fuoco si alternano a quelli ironici o più tipici di una certa Italia lapidaria. Chi vorrebbe che la giovane donna sia licenziata, altri che invocano alla galera, chi impreca contro il Sistema, insomma il solito teatrino di cui siamo un po’ stanchi di assistere. Una volta a deliziarci c’erano Carmelo Bene, o il grande Eduardo. Lasciateci sognare quel teatro.

E a proposito di sogni, lasciateci sognare ancora per un momento. Possibile che nel nostro paese ogni cosa debba trasformarsi in polemica? La coscienza civica è un discorso che merita analisi e approfonditi studi ma, diciamocelo, a molti puntare l’indice conviene, come conviene a tanti fare i furbi. Quindi contestiamo sinceramente la giovane donna, ma stiamo attenti ai dispotismi e alle gogne mediatiche. Chi sbaglia deve pagare ma senza cercare sempre riformismi e rivoluzioni, senza gridare allo scandalo. Gli scandali sono ben altri: guardiamo cosa avviene in politica per rendercene conto di cosa significhi vivere in questo paese e dei guai che abbiamo. Voi che ne pensate?

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