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11 Dec

WikiLeaks, Manning condannato: rischia 154 anni di carcere

LaRedazione
31 luglio 2013
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Una storia strana quella del soldato Bradley, accusato di essere una talpa dalla corte marziale americana. Quella che sembra la trama per un thriller di spionaggio, che coinvolge anche i servizi segreti, è invece una vicenda che sta interessando l’opinione pubblica da diverso tempo.

Tutto inizia nel maggio del 2010 quando un hacker di nome Adrian Lano accusa Bradley di avergli confidato, tramite mail, di aver donato a Julian Assange (fondatore di Wikileaks) una serie di documenti scottanti dei servizi segreti americani e di un video che dimostrerebbe l’attacco di due Boing dell’esercito americano che avrebbero ucciso dodici civili inermi. Documenti e video che all’epoca Wikileaks pubblicò scatenando un polverone che ancora oggi non si è dissolto del tutto. Sebbene Bradley abbia evitato l’ergastolo per il reato di connivenza col nemico, rischia comunque 154 anni di carcere per via degli altri capi di accusa, diciannove su ventuno, per cui è ritenuto colpevole.

Negli ultimi mesi si è anche aperto il dibattito sulle condizioni precarie con cui il soldato è tenuto sotto stretta sorveglianza, in una cella d’isolamento dove dorme con la luce accesa e viene controllato dalle guardie ogni cinque minuti. La sua salute psicofisica sarebbe a rischio, secondo i suoi avvocati che, nonostante abbiano evitato per lui l’accusa infamante di connivenza con il nemico e di spionaggio, sono ben lungi dall’aver vinto la guerra legale.

Per Wikileaks il processo contro Bradley è un chiaro segno dell’assolutismo con cui regola l’amministrazione Obama, di una concezione estremistica delle leggi che va a lenire la libertà d’informazione e di stampa. E nonostante le accuse da ogni parte del mondo per i trattamenti inumani che Bradley starebbe ricevendo nel carcere in cui è custodito, a Fort Leavenworth, i dubbi su questa intricata vicenda rimangono, mentre la sentenza definitiva, e l’entità della pena, sono previste a giorni.

Per Julian Assange, Bradley è un eroe moderno, una persona che ha sfidato i meccanismi dei servizi segreti pur di far emergere la verità. Spia o eroe sta di certo che dietro questo venticinquenne noi vediamo soltanto un ragazzo, una persona che ha voluto divulgare dei segreti militari che forse qualcuno voleva tenere nascosti nell’oblio. Se tutto ciò è vero, se Bradley ha cercato di far emergere la verità, allora ha compiuto un gesto eroico nonostante egli sia venuto meno al giuramento di fedeltà alla patria. Una fedeltà che non può tacere degli errori che i governi vogliono nascondere e che, speriamo, vengano al più presto alla luce.

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