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16 Dec

Depressione e adolescenza, uno studio americano

LaRedazione - 8 giugno 2009
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Secondo l’americano National Institute of Mental Health un adolescente su dodici è depresso.

Gli studi dimostrano che almeno il 20% dei teenagers americani con depressione saranno cronici in età adulta, con un alto rischio di suicidio, terza causa di morte tra gli adolescenti americani.

Non c’è da stupirsi quindi se la ricerca medica ha effettuato uno studio non sulle cause, ma sulla prevenzione della depressione, i cui dati sono stati pubblicati su Journal of the American Medical Association. I dati emersi hanno rivelato come la prevenzione sia effettivamente la strategia più efficace per evitare il rischio depressione negli adolescenti.

Lo studio ha coinvolto 316 adolescenti tra i 13 e i 17 anni, tutti con esperienze di depressione o con parenti depressi. Metà degli studenti sono stati assegnati ad un programma di prevenzione che consiste in sessioni di terapia cognitivo-comportamentale per la durata complessiva di nove mesi. Tale sessione è stata incentrata sull’insegnare ai ragazzi a pensare più realisticamente, e meno drammaticamente, ai loro problemi ed esperienze.

Judy Garber, autrice della ricerca e docente di psicologia e sviluppo umano alla Vanderbilt University, ha spiegato la strategia utilizzata: “la chiamiamo modello ABCD. Sotto la guida di un professionista, i ragazzi discutono l’argomento A, un evento scatenante doloroso come la rottura di un fidanzamento. Dopodichè si esplora B, ovvero l’attribuzione della colpa per poi passare alla fase C, cioè la discussione delle conseguenze quali “non troverò mai più un fidanzato”, per arrivare alla fase finale D, in cui si pongono domande come “sono veramente realista?”

L’altra metà degli studenti volontari è stata assegnata ad un gruppo di controllo “libero” di cercare aiuto nella forma che più ritenevano opportuna.

Il risultato è che il 21.4% del primo gruppo ha avuto almeno un episodio di depressione, rispetto al 32.7% del secondo gruppo. Degli studenti che non avevano parenti depressi, solo l’11.7% ha avuto un episodio di depressione durante i nove mesi, contro il 45% di ragazzi nella cui famiglia compare almeno un parente affetto da depressione.

La speranza degli autori della ricerca è di ampliare lo studio ai problemi di droga, alcol, alimentazione ed ansia, per poterlo poi applicare nelle scuole e nelle cliniche pediatriche.

In Italia, da una ricerca effettuata dal CNR di Pisa, un minorenne italiano su dieci utilizza psicofarmaci senza prescrizione medica. I ragazzi stessi hanno dichiarato di farne uso soprattutto per combattere l’insonnia e regolare l’umore.

La nostra speranza è che oltre a prendere d’esempio le cattive abitudini made in U.S.A., l’Italia segua la strada della prevenzione per risolvere il problema alla radice, senza aspettare che diventi troppo forte per essere estirpata.

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