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Fotografia: valvola di sfogo per occupare il tempo e rafforzare l’autostima

LaRedazione - 15 settembre 2013
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15 settembre 2013
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L’espansione della fotografia digitale non conosce limiti. Se ieri la Kodak ha chiuso la produzione di pellicole e oggi i cellulari sono fotocamere da 8 megapixel, difficile ipotizzare una frenata di questa tendenza.

La Civiltà dell’Immagine favorisce il ricorso alle fotografie per la diffusione di idee, prodotti e indicazioni di ogni genere.
Anche la condivisione di opere d’arte, misure di sicurezza, stati d’animo – non ultima la consapevolezza di sé- viaggia veloce, di video in video.
L’Era Digitale ha cannibalizzato l’era analogica portando l’attacco frontale proprio nel campo delle immagini.

La fotografia è uno strumento di espressione potente, e sempre più persone sono convinte che “fare le foto” sia bello. Chiamarlo hobby è piuttosto riduttivo.
Ogni momento della giornata può essere immortalato senza aver con sé zaini pieni di attrezzatura. E basta scattare un autoritratto quando ci sentiamo in forma, per dare una bella idea di noi sui social media. Con impennata dell’autostima quando gli amici cliccano “mi piace”.

Ma questa fruizione veloce del mezzo è solo la più grezza. Non è da essa che provengono le migliori soddisfazioni che dedicarsi alla fotografia può dare.
Tutte le persone che partecipano a corsi, che escono apposta per fotografare un evento o un luogo, e perfino quelli che hanno solo acquistato una fotocamera con buone prestazioni lo sanno bene. La fotografia è una forma di espressione che rispecchia noi stessi. Più o meno nel profondo, a seconda di quanto si è bravi.

Il numero delle istantanee, in particolare dei ritratti, supera di gran lunga le foto ricercate e studiate – basta fare un salto su Facebook – ma i provetti fotografi stanno aumentando con costanza. La fotografia è un modo per coltivare il “sé”.
Ci si alza prima dell’alba e si esce a digiuno per vedere – e “immortalare” – i soliti posti in una luce diversa.
Perché fotografare ci fa stare bene! Si fanno anche delle rinunce, per questo.

L’effetto immediato, è il divertimento e il senso di aver fatto propria la cosa vista. Costa tempo, vero, ma quel tempo verrà restituito quando avremo voglia di ricordare. E lo spenderemo perché quel tempo si vive in relax e gioia: farà durare più a lungo quell’esperienza, perché potremo rivederla a casa. Pazienza se qualche amico ci dice che gli faremo fare tardi “con tutte quelle foto”. Quel “perdere tempo” è un lusso che scioglie la tensione della vita quotidiana.
Le sessioni fotografiche sono anche un modo per fare amicizia: si sceglie un tema, si raduna un gruppo e si parte: poi si condividono i modi in cui il tema è stato interpretato. Gareggiando in bravura, perché no?
Anche questo aspetto “sociologico” della fotografia, a quanto pare, rafforza l’autostima.

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