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17 Dec

La depressione aumenta con le luci delle città

LaRedazione - 9 novembre 2009
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9 novembre 2009
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Ancora un’altra causa che può portare alla depressione: le luci della città accese 24 ore su 24.

Laura Folken della Ohio State University ha condotto uno studio al riguardo, sperimentando su 24 topi gli effetti delle luci fluorescenti costanti.

Ne è emerso che la mancanza del ciclo naturale buio-luce condiziona l’umore e può portare alla depressione.

Durante l’esperimento si è verificato che i topi che avevano una via di fuga verso il buio, ad un certo punto della giornata si nascondevano dalle luci, mentre l’altra metà che non aveva alternativa, dopo tre settimane ha mostrato chiari sintomi di variazioni di umore e depressione.

Uno dei co-autori dello studio, Randy Nelson, ha confermato essere fondamentale porre l’attenzione su quanto le luci artificiali condizionino la salute emotiva delle persone, specificando anche che l’aumento della depressione corrisponde proprio all’aumento dell’utilizzo di luci artificiali nelle città moderne.

In effetti, a chi non disturba una luce fluorescente lampeggiante che pubblicizza un ristorante appena fuori dalla finestra?
Laura Folken ha descritto come dannosa anche la luce della Tv guardata “in notturno” e particolarmente vulnerabili tutti coloro che svolgono lavori notturni, contando anche gli ospedali che “brillano” di luce propria anche di notte, peggiorando probabilmente la condizione psicologica dei pazienti.

Tutto ciò dimostra quanto andare contro natura sia deleterio, anche trattandosi di semplici luci che però espongono le persone a cicli innaturali di buio e luce, danneggiando l’equilibrio mentale ed emotivo.

E voi come vi regolate? Siete legati ai ritmi luce-buio?

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